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Le reazioni politiche alla sconfitta del Pd

A destra il segretario regionale Pd Dario Parrini A destra il segretario regionale Pd Dario Parrini

PISTOIA - Il giorno dopo la clamorosa disfatta del centrosinistra che ha consegnato per la prima volta il governo della città alla destra, arrivano alla spicciolata le reazioni politiche. Il primo a parlare, ieri sera, era stato proprio lo sconfitto, Samuele Bertinelli, che aveva affidato le sue parole a Facebook riconoscendo su di sé l'intero peso della debacle.

Questo il suo commento: “Si sciolgono ora l'incertezza, la fatica, la tensione. Ho appena telefonato ad Alessandro Tomasi, facendogli i complimenti e gli auguri di buon lavoro. Ogni passaggio elettorale è, e deve essere considerato, una festa della democrazia. Assumo su di me, pienamente, la responsabilità di questa sconfitta. I partiti, i movimenti, le liste civiche della coalizione di centro sinistra possono e debbono svolgere, dai prossimi giorni, una discussione serrata ed in profondità, ma serena, senza inutili lacerazioni, orientata a delineare un nuovo cammino per le forze di progresso di questo nostro territorio. Di questo ha bisogno la città. Di questo hanno bisogno quanti credono che un mondo migliore, più civile e più giusto, inizi dai propri comportamenti di ogni giorno e dalla qualità delle relazioni che si sperimentano nella propria città. Ho combattuto una battaglia lineare, con passione civile, dedizione e impegno, esclusivamente nel nome del futuro e degli interessi generali, sempre pensando a Pistoia ed alle cittadine e ai cittadini pistoiesi.

“Ho sempre fermamente creduto che si fa quel che si deve, e accada quel che può. Ho perso la competizione elettorale, ma non ho perso me stesso. A tutti coloro che hanno sostenuto la mia candidatura e il progetto politico del centro sinistra va il mio più sincero e sentito ringraziamento. Voglio dirvi: avete fatto tutto ciò che era umanamente possibile, non dovete rimproverarvi nulla. Soprattutto: continuate in ciò che è giusto. Vi abbraccio tutti, una per una, uno per uno, con fraternità e riconoscenza. Un bacino affettuoso va a tutti i piccoli che ho incontrato in questi anni: è davvero grazie a loro se sono riuscito nel tempo a rigenerare e accrescere le mie energie morali. Si apre ora una nuova fase della vita della città. Per me si apre un'altra vita”.

A parlare è stata anche la deputata Pd Caterina Bini: “Voglio fare i miei complimenti al neo sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, al quale stanotte ho mandato il seguente sms: 'Complimenti Alessandro. Ovviamente ho fatto una battaglia politica che non rinnego come è giusto che sia, ma da oggi sei il sindaco. Io sono una parlamentare. Politicamente farò le mie battaglie, a livello istituzionale farò il mio dovere per collaborare per il bene della città. Un abbraccio e buon lavoro'. Voglio ringraziare e mandare un abbraccio virtuale a Samuele Bertinelli, ho apprezzato il suo post di stanotte in cui si assume interamente le responsabilità della sconfitta, come fanno le persone serie ed i leaders. Le responsabilità però sono condivise ed ognuno si deve assumere la sua parte. Io per quello che conta mi assumo la mia. Dovremo parlarne ed approfondire bene quanto è avvenuto".

"Sicuramente, questo sì, non mi sono piaciuti i toni di questa campagna elettorale, tra le peggiori della mia vita. Rispetto a due sfidanti rispettosi e rispettabili, i loro tifosi hanno usato, da entrambe le parti, toni inaccettabili, come nella peggior curva di uno stadio. Questa forse è una delle principali responsabilità della politica di oggi. I sostenitori che hanno sostituito il confronto personale al confronto politico e impediscono quindi un dibattito giusto e sano come deve esserci in democrazia. Buon lavoro al nuovo governo del comune di Pistoia. Oggi avete una responsabilità importante. Per quanto mi riguarda, da sempre, accetto e rispetto il giudizio degli elettori anche quando fa male”.

Sulla stessa lunghezza d'onda Riccardo Trallori, segretario provinciale Pd: “Il risultato netto e chiaro che le urne di ieri ci consegnano deve far riflettere, tutti. La comunità di Pistoia aveva dato un chiaro segnale al primo turno facendo fermare al 37,5% la compagine di centrosinistra e del candidato Bertinelli. Nell'occasione del secondo turno ha optato per una rottura evidente con l'esperienza di governo che abbiamo, sin qui, guidato”.

“Dopo oltre settanta anni si interrompe il governo della sinistra e del centrosinistra nella nostra città, mostrando in modo chiaro la contendibilità anche di quelle realtà che fino a pochi anni fa erano ritenute inespugnabili. Credo tutti, a partire ovviamente dal sottoscritto, si debba far tesoro di questo esito, riconoscendo gli errori compiuti e rimboccandoci le maniche per ripartire a testa alta per la nostra Pistoia e per i suoi cittadini”.

“Come ho scritto ieri notte a Samuele, a lui voglio dire grazie per quello che ha fatto per Pistoia e per quello che siamo riusciti a raggiungere in questi cinque lunghi anni di amministrazione. Condivido quanto ha scritto e ritengo, come accennato poco sopra, che ognuno debba sentirsi quota parte il peso della propria responsabilità”.

“Si apre una fase nuova, per il centrosinistra e per il Pd a Pistoia. Credo la si debba vivere con orgoglio, raccogliendo il messaggio giunto forte e chiaro dai nostri concittadini. Non mancheranno, nei prossimi giorni, i momenti di confronto nelle sedi di partito dove affronteremo l'esito e svolgeremo un'analisi più approfondita. Ad Alessandro Tomasi, neo eletto sindaco di Pistoia, come ho scritto ieri vanno i migliori auguri per il ruolo bello e impegnativo che da oggi si troverà a svolgere”.

Sull'esito del ballottaggio si è espresso anche il consigliere regionale Pd Marco Niccolai: “Sono stato eletto per la prima volta in una Istituzione come consigliere di opposizione, quindi conosco bene quale è il sapore di una sconfitta. È un sapore amaro ma che ha sempre in sé il seme della ripartenza. Non ho mai pensato che esistano roccaforti: avevo 17 anni quando il centrodestra conquistò Bologna. Era il 1999, quasi venti anni fa. Siamo dunque in mare aperto, da sempre. Siamo chiamati a conquistare la fiducia delle persone giorno per giorno, più con la concretezza e la vicinanza che con le parole. Avremo tempo di discutere di quanto successo a Pistoia, mi riservo di farlo più approfonditamente nei prossimi giorni. Adesso voglio riorganizzare pensieri e sensazioni.
Intanto però voglio ringraziare e abbracciare Samuele Bertinelli. Abbiamo carattere e stile diversi ma ne ho sempre apprezzato coerenza e rigore. Penso cha siano doti preziose e, anche per questo, sono contento di averlo sostenuto. Auguri di buon lavoro ad Alessandro Tomasi. Lo conosco poco ma ho apprezzato lo stile misurato che ha avuto nelle dichiarazioni di ieri sera. Pistoia ha scelto, adesso al lavoro”.

"L'altro consigliere regionale pistoiese, Massimo Baldi, ha scritto: “Ho evidentemente meno certezze anche di alcuni compagni di viaggio. Ma alcune cose le ho chiare. Ho criticato Samuele Bertinelli quando era forte e tutto il partito lo osannava. Se conosco un po' gli uomini scommetto che mi ritroverò tra i pochi a non infierire su di lui in questi giorni. Se cominciamo a dire: è colpa del Bartoli, è colpa della Lombardi, è colpa di quello che ci ha sempre votato e che stavolta ha votato a destra e via discorrendo, pigliamo una piega che ci porterà a dare la colpa ai pistoiesi. E ad apparire come un partito di donne e uomini che in questi mesi di campagna elettorale, faticosa, se non in questi 5 anni, hanno vissuto su Marte. Come dice il mio amico e collega Stefano Scaramelli, se il Pd fa il Pd non ce n'è per nessuno. Bene, anche nella sconfitta cerchiamo di 'fare il Pd'. Anzi: di cominciare a farlo di più e meglio”.

Così il segretario regionale del Pd Dario Parrini: "Sul turno di elezioni amministrative di ieri e di due domeniche fa svolgeremo nei prossimi giorni analisi approfondite, meditate e franche, a livello nazionale e nelle singole realtà al voto. Fin d'ora si può dire che abbiamo avuto la conferma che nelle elezioni comunali non c'è ormai niente di scontato in nessun posto. Non ci sono fortezze inespugnabili e tutti i comuni risultano contendibili. Appaiono sempre più decisivi i fattori locali, chi candidi, con che programma, con quale visione della società e con quali metodi ti proponi di governare se non sei tu che hai governato; come hai governato se sei tu che hai governato: che errori hai compiuto, che meriti hai acquisito, che rapporto hai saputo costruire giorno dopo giorno coi cittadini, con il volontariato, con il mondo delle imprese; quanto sei stato inclusivo e disponibile a farti carico dei problemi collettivi”

“Nelle comunali si vota al novanta per cento su queste cose, altrimenti non si capisce, per fare degli esempi tratti dalla Toscana, come mai si perde a Pistoia che ha tradizioni di sinistra e si vince a Lucca che ha una storia molto diversa; come mai si vince a Camaiore e si perde a Forte dei Marmi che gli sta accanto; come mai si perde a Serravalle Pistoiese e si vince a Quarrata che gli sta accanto; come mai si vince a San Marcello Piteglio e si perde ad Abetone Cutigliano che gli sta accanto”.

“Detto questo, è innegabile che i risultati di ieri e dell'11 giugno presentano anche alcuni tratti omogenei sul piano nazionale (ripresa del centrodestra, difficoltà del centrosinistra, pesante arretramento del M5S), e che hanno avuto un peso, sia sulla dimensione del non voto che sulla distribuzione dei consensi, fattori tipicamente nazionali”.

Questo il commento del capogruppo Pd in Regione Toscana Leonardo Marras: “Con le sconfitte di stasera 4 capoluoghi su 10 non sono governati dal centrosinistra. Leggo molte critiche preconfezionate sul PD regionale, su Renzi, naturalmente da dentro e va bene così. Che ci sia un problema generale di rapporto del partito democratico con i suoi riferimenti sociali, è evidente e negarlo serve solo a provare a fare ancora di peggio. Vorrei però ricordare poche cose: in nessuno dei Comuni toscani al ballottaggio era candidato un cosiddetto "turborenziano", anzi erano candidati i nostri sindaci più distanti da Renzi e figure della sinistra più critica verso Renzi. Candidati e realtà con storie diverse da città a città. Lascerei da parte Carrara che era data per persa già da tempo e stasera commentare sorpresi la sconfitta mi sembra davvero strumentale”.

“Candidati, dicevo, per i quali in molti avevano manifestato perplessità sulla loro capacità di tenuta: due sindaci uscenti che al primo turno non arrivano al 40% non è proprio una premessa esaltante... sarà anche colpa di Renzi, ma insomma, il dato è evidente. Comunque Tambellini, seppure di un soffio, ce l'ha fatta ed è confermato sindaco di Lucca. Era la sfida più incerta e difficile; a Lucca la sinistra non c'è mai stata e, quella che c'è, è stata totalmente prosciugata mentre fanno spavento i risultati delle liste di estrema destra in quella città. Pistoia, no, è un'altra storia. Pistoia è la capitale della cultura di quest'anno, ha completato tanti investimenti, ha raccolto e promosso idee di trasformazione urbana, ha grande tradizione di sinistra. Di contro, l'amministrazione ha avuto anche momenti molto difficili, inchieste e polemiche, situazioni ancora da chiarire, una spaccatura tra di noi mai ricucita, anzi forse alimentata, che ha dato vita a liste alternative capaci di raggiungere circa il 15%. Tutti segnali di un'azione di governo non sempre brillante. Quindi, solo motivazioni locali?”.

“No, certo che no. Ma siccome si tratta di elezioni locali, vorrei che un pochino venissero considerate anche le ragioni locali, o è chiedere troppo? Poi ci sono sicuramente altre valutazioni da fare che prescindono dal livello locale. Per esempio, io penso che ci sia un problema serio dovuto all'impatto sui territori delle politiche regionali senza spiegare bene cosa potrà succedere e quanto si potranno avvantaggiare i cittadini e le imprese dalle trasformazioni in atto. Siamo in grande difficoltà, va detto, soprattutto nelle realtà più lontane dal centro: tutte queste città, non solo Grosseto, sono periferia di Firenze. Questo dibattito deve affrontarlo il PD in Toscana ma non da solo. È giusto che si riapra il confronto con le forze sociali ed economiche e si prosegua nelle riforme e nella programmazione. C'è il tema di un rapporto più stretto con il governo nazionale e la necessità di chiudere le scelte sulle infrastrutture e sui singoli programmi: tutte questioni arcinote e invecchiate. Infine, il nostro presidente Rossi, eletto nel PD e oggi itinerante dirigente politico di un altro partito, ha ancora voglia di lavorare insieme a noi e rimettere in carreggiata la macchina della Toscana? Altrimenti è bene dirselo subito e prendere altre strade”.

 

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#2 Andrea Betti Tibet 2017-06-30 03:15
Si vergogni piuttosto Renzi che non ha dato appoggio a nessuno dei suoi candidati al ballottaggio: a voler essere maligni potrebbe sembrare, per levarsi di torno gli oppositori interni e rimettere in pista i suoi seguaci.. Non mi stupirei dunque se nel 2022 a Pistoia si ricandidasse nelle vostre file chi se ne è andato sbattendo rumorosamente la porta per fare un po' di scena, per poi rientrare dalla finestra con tutte le carte in regola del renziano DOCG. In tal caso io e molti altri, dopo questa fugace illusione di "buona politica" torneremo ad ingrossare la già larga compagine degli astensionisti.
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#1 Andrea Betti Tibet 2017-06-30 03:04
Come no, On. Bini! Me lo aspettavo il vecchio assioma "se vince è merito nostro, se perde è colpa vostra"; ringraziate il cielo se nel mare magnum dell'astensioni smo possiate ancora contare su una "tifoseria"! La sua analisi è doppiamente ingiusta, perché la "tifoseria" di Samuele ha sempre tenuto un atteggiamento rispettoso verso Tomasi, nonostante da parte dei tifosi di Tomasi ci sia stata una scarica continua e serrata di insulti gratuiti, pagliaccio, bertinulla, vai a casa, offese, spesso anche da candidati consiglieri, adesso purtroppo per noi, eletti. Dopo aver raschiato il barile delle liste civiche che hanno messo il cuore in questa campagna elettorale e tirato la corsa a un PD irriconoscibile e francamente inguardabile , questa è la sua analisi? Per fortuna nel PD prima della sua totale "renzizzazione" sono rimaste persone coerenti che hanno saputo farsi carico della sconfitta e si sono dimessi senza pensare al proprio tornaconto.
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