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Votate contro chi vuole la città di genere

PISTOIA - Come “Generazione Famiglia Pistoia” e “Comitato Difendiamo i Nostri Figli” abbiamo, nel periodo pre-elettorale, lanciato un appello a tutti i candidati (raccolto da molti di loro) a sottoscrivere un impegno politico di “promozione”, valorizzazione e difesa del nucleo fondamentale della società: la “famiglia”, fondata sull'unione di un uomo e di una donna, che in modo sempre più evidente le politiche nazionali e locali stanno bistrattando e stravolgendo.

È infatti sulle spalle delle famiglie che pesa una difficilissima crisi economica, con mancanza di interventi sul welfare, sul rispetto della dignità umana, sulla libertà di educazione.

Quando la politica investe sulla famiglia investe davvero sul futuro del nostro paese e delle nostre comunità locali. Invece anche a Pistoia si preferisce appoggiare agguerrite istanze minoritarie che, a dispetto dei “diritti” che sbandierano, distolgono risorse ed energie per promuovere progetti culturali e scolastici pseudo scientifici, all’insegna dell’ideologia di genere, devastanti per la formazione umana, specialmente dei nostri figli.

Ne è prova il trionfale ringraziamento delle associazioni Lgbt pistoiesi al sindaco uscente in occasione di queste elezioni, con il quale si congratulano per aver puntualmente eseguito tutto ciò che loro stesse gli hanno suggerito. E infatti la nostra città ha visto in questi anni inventare intere settimane contro l’«omotransfobia», spettacoli di drag queen, conferenze su transgender e travestitismo, bandiere gay arcobaleno sventolanti dal palazzo del Comune, spettacoli teatrali su bambini che cambiano identità a giorni alterni, iniziative scolastiche equivoche. Non è certo un caso che per rimarcare tutto ciò proprio Pistoia si sia voluta auto-proclamare “Città di genere”.

Ma naturalmente, con studiata strategia linguistica, bisogna far passare l’idea che chi si oppone a tutto questo è nient’altro che un fanatico oppositore del progresso. I cittadini, valutando il programma per il prossimo quinquennio del sindaco uscente, vi scopriranno la volontà di sviluppare ulteriormente questi temi in collaborazione con le associazioni di «persone lgbtiq» e di applicare sistematicamente nelle scuole la famigerata «educazione alle differenze»: chi ha seguito il dibattito, sa che in tutta Italia questo si è tradotto nell’iniziare i nostri figli a un’antropologia totalmente distorta, nell’«instillare modelli aperti e plurali di famiglia, di identità, di genitorialità?» nell’insegnare ai bambini che non esiste il maschile e il femminile ma solo «stereotipi» da «decostruire e abbattere» e nello spiegare che, come ricordano proprio invitando a votare Bertinelli le associazioni citate, occorre «essere se stess*» (con l’asterisco, per neutralizzare, oltre alle persone, anche la lingua italiana).

Noi pensiamo che i pistoiesi si siano accorti di quanto sia mistificatoria questa visione della società e confidiamo che domenica prossima sappiano davvero dare un segno di disapprovazione nei confronti di chi non ha politiche che mirino a tutelare il vero bene della nostra città su argomenti che rivestiranno nel futuro un’importanza sempre più decisiva.

 

Generazione Famiglia-Lmpt Pistoia e Comitato Difendiamo i Nostri Figli

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