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Elezioni: è bagarre su Bottegone, ma i soldi per il progetto ci sono

di Thomas Gargano

PISTOIA – Decoro urbano, sport, ambiente, rifiuti: siamo in campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative del prossimo 11 giugno sono tanti i temi messi sul fuoco dai nove candidati.

Tra questi Bottegone, zona periferica che spesso, quando c'è aria di elezioni, torna alla luce dei riflettori. A tenere banco la questione relativa al “Bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza” lanciato dal Governo. Ad attaccare il sindaco uscente in corsa per il secondo mandato è Roberto Bartoli, che accusa il primo cittadino di gettare fumo negli occhi e di usare le assemblee programmate a Bottegone per farsi campagna elettorale.

Peraltro, due degli incontri un calendario sono saltati, forse per evitare di alimentare le polemiche. In ogni caso, questa la risposta ufficiale fornita dal Comune sull'annullamento delle assemblee: “Nei due incontri svoltisi lunedì 15 e mercoledì 17 maggio sono stati esauriti gli argomenti oggetto di illustrazione e confronto. Quindi sono stati inviatati i partecipanti a inviare tramite mail le loro proposte e osservazioni rinviando a momenti successivi, e comunque entro il mese di giugno, gli ulteriori eventuali approfondimenti”.

Ma torniamo al bando e alla riqualificazione di Bottegone. Siamo a maggio 2016, presidente del consiglio è Matteo Renzi. Pistoia partecipa e presenta un progetto da 36 milioni di euro per Bottegone. Una proposta ampia, di lungo periodo, con grandi opere che proprio per questo non sono immediatamente cantierabili. Fatto sta che Pistoia la spunta e in graduatoria arriva al sessantaduesimo posto.

Ma c'è il nodo delle risorse. Ci sono 500 milioni di euro, troppo pochi per soddisfare la domanda. “Passano” dunque i primi 24, scelti per la qualità ma anche per la cantierabilità: ciò significa che avevano la priorità i progetti immediatamente realizzabili. I soldi arrivano a città come Cagliari e Vicenza, solo per fare qualche nome.

Passa l'estate, e a ottobre 2016 l'allora presidente del Consiglio rassicura, prendendo l'impegno di finanziare tutti i Comuni che hanno partecipato al bando. Impegno che compare anche nella legge di bilancio 2017: “Il comma 141 prevede che con una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) siano destinate ulteriori risorse a valere sulle risorse disponibili del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo di programmazione 2014-2020, al fine di garantire il completo finanziamento dei progetti selezionati nell'ambito del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”.

Intanto l'iter va avanti e nel frattempo cambia il presidente del Consiglio, arriva Gentiloni. Il 6 marzo 2017 c'è la firma ufficiale per i primi 24 progetti, e di nuovo la conferma diretta da parte del primo ministro: saranno finanziati tutti i progetti. Bottegone compreso. Resta da capire quando arriveranno i soldi, dettaglio non da poco che obbligherà chiunque siederà a Palazzo di Giano a tenere la guardia alta, ma è difficile che vada tutto a monte, salvo ribaltoni al momento diffili da prevedere.

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