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Sabato, 15 Settembre 2018 10:21

Pozzo del leoncino da "liberare", non ingabbiare

Il pozzo del leoncino Il pozzo del leoncino

Pistoia - Caro Sindaco, in queste sere di Luglio ho potuto osservare sulla Sala la cattiva abitudine (che data da tempo) di sedersi sulla vera del Pozzo del Leoncino con assoluta noncuranza.

Ciò avveniva nonostante la forte presenza nel centro di forze di polizia, locale e non, in occasione degli spettacoli del Festival. A riprova che proprio di abitudine si tratta e che forse sono mancati e mancano interventi repressivi di tale incivile comportamento.

Ho letto anche sulla stampa locale dell'intenzione della Sua amministrazione di difendere il monumento con una ringhiera “con i chiodi a caldo, non saldata”, che possa superare favorevolmente il parere della Soprintendenza.

Non stupisce che di questi tempi si pensi di risolvere il problema con l'istituzione di un nuovo confine che, scommetto, indurrà a nuove sfide i “bivaccatori”.

Stupisce che si continui a non avvertire la necessità di far rispettare le regole con l'assunzione di responsabilità individuale e collettiva, a partire dai commercianti del comparto della Sala che il Pozzo hanno eletto a proprio emblema, ma che non muovono un dito nei confronti dei propri indecorosi clienti, per finire alla Polizia Municipale che dovrebbe farsi maggiormente vedere.

Ma quello che stupisce di più è che non sia venuto in mente a nessuno di restituire dignità al monumento stesso, ripristinando la sua natura, se non proprio la funzionalità, di pozzo vero.

Contrariamente a quello che avveniva in piazza del Duomo, dal quale il pozzo è stato tolto oltre trent'anni fa, in piazza della Sala non è un puro elemento decorativo.

Togliete finalmente la copertura metallica e vedrete l'acqua nel suo fondo. Sul bordo di un pozzo aperto sarà più difficile che qualcuno si sieda o addirittura salga in piedi!

Non auguro certo a nessuno di cadervi dentro! Una grata di buona fattura, questa sì, con “chiodi a caldo”, potrà essere collocata al suo interno, magari con una sottostante reticella dove raccogliere le monetine che immancabilmente i turisti vi getteranno. Talmente forte è questa bene augurante usanza che perfino sul selciato di piazza del Duomo ne furono raccolte numerose al momento del suo smontaggio.

Potrebbe completare l'opera un cartello nelle sue vicinanze, presso la facciata dell'edificio più vicino, nel quale riassumere brevemente la sua storia e richiamare l'ordinanza sindacale emessa a sua tutela.

Il tutto penso costerebbe meno dei circa 10.000 euro preventivati per la ringhiera.

Se poi qualcuno perdurasse in questa incivile usanza, penso sarebbe bene prendere un'altra abitudine: quella di un colpo di telefono ai vigili, da parte dei negozianti e dei cittadini pistoiesi, perché intervengano a multare i contravventori.

Ricordiamoci che il Pozzo, come la città, è di tutti.

Nicola Giuntoli

Architetto. Già co-progettista del riordino di piazza della Sala

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