Stampa questa pagina
Mercoledì, 29 Agosto 2018 08:39

Società della salute, la presidente Celesti si dimetta

di Carlo Vivarelli*

San Marcello – Leggiamo, senza sorpresa, l’ennesimo attacco all’ex Ospedale Pacini di San Marcello da parte di Anna Maria Celesti. 

La dottoressa Celesti, assessore alla Sanità del Comune di Pistoia e Presidente della a nostro avviso inutile Società della salute, carrozzone esistente esclusivamente in Toscana, in un suo recente intervento, a seguito delle proteste di un genitore che, poverino, ha dovuto portare il figlio ad una visita ortopedica nel lontano ed inaccessibile inferno della Montagna di San Marcello con una “strada non molto agevole”, ha dichiarato che le regole per le visite devono essere cambiate. La signora Celesti ci fa sapere che “per mandare qualcuno a San Marcello bisogna considerare anche la condizione socioeconomica e l’età e che è evidente che per gli anziani non può essere la soluzione ideale, i pazienti sono persone, non utenti”.

Informiamo la signora Celesti che i nostri anziani della Montagna sono costretti ad andare a Pistoia e a Pescia tutti i giorni per le loro visite e che alla Asl non frega un fico secco dei loro disagi e delle spese che devono sostenere. La informiamo inoltre che grazie alle disastrose e a mio avviso criminali “politiche” dello Stato italiano/Regione Toscana che hanno ridotto l’ex ospedale Pacini a un Piot, sigla inventata dai fenomeni della sanità esclusivamente per denominare il Pacini di San Marcello, in tutta la Toscana, chi ha un infarto grave all’Abetone in una serata d’inverno con il ghiaccio nelle nostre “non agevoli strade” di montagna è un condannato a morte.

La Golden Hour, che dovrebbe obbligare lo Stato italiano a predisporre presidi di emergenza entro la percorrenza di un’ora dall’avvenimento di un evento traumatico, è stata stracciata dallo Stato e dalla Regione.

Visto che la signora Celesti è del centrodestra, ci sa dire che cosa ha fatto il Governo appunto di centrodestra per la sanità pubblica nel ventennio che è stato al potere? A mio avviso niente, continuando a privatizzare la sanità, così i governi di centrosinistra.

Il Pacini era un’eccellenza, adesso è sull’orlo della chiusura, nonostante i colpi di belletto come un allargamento del punto di primo soccorso con lo stesso personale, e togliendo per l’estate quest’anno il medico in più predisposto per l’anno scorso per il 118.

Troviamo ridicolo l’intervento di Niccolai, consigliere regionale, dopo la sua visita al Pacini dei giorni scorsi: questo signore ha dichiarato che il Pacini funziona meglio. Niccolai dovrebbe dichiarare che i feroci distruttori principali dell’ospedale Pacini sono lui e gli esponenti del Partito Democratico come ad esempio il signor Giurlani, l’incredibilmente rieletto Sindaco di Pescia nonostante le vicende giudiziarie, che è un po’ che non rimette la faccia in Montagna a dire che il nostro ormai ex ospedale era un lusso inaccettabile.

I Partiti italiani sono soltanto bandierine di un unico sistema, che ha un solo obiettivo, la privatizzazione per sistema sanitario e la trasformazione delle persone in clienti paganti. Privatizzazione pagata coi soldi nostri, ovviamente. Niccolai, la Celesti e i Sindaci della montagna Pistoiese dovrebbero chiedere una commissione d’inchiesta regionale su tutte le morti che si sono avute per infarto, ictus ed eventi traumatici in montagna dovute alla mancanza di presidi sanitari in rispetto della Golden hour. Un dossier alla magistratura potrebbe provocare la scoperta dei responsabili. Per esempio quelli che hanno voluto chiudere il pronto soccorso del Pacini mentre a Pistoia si sperperavano 151 milioni di euro per un ospedale a mio avviso inutile, regalando ad un privato profitti incredibili.

Inoltre, lo dico alla signora Celesti, che dopo quello che ha dichiarato dovrebbe dimettersi dalla Società della salute, quando il sottoscritto ha avuto un infarto, dalla Montagna è dovuto scendere, per le nostre lussuose strade che il vostro Stato, fallito, non riesce a mettere a posto, a Pistoia e poi a Pescia. Perché lo Stato italiano, in perfetto stile inciviltà, in un territorio montano, non gli viene nemmeno in mente di predisporre un macchinario per le coronografie. Forse, per le vostre illustri menti è diseconomico, il che non è comunque vero: ma la sanità non è una spesa, miei cari politici italiani, è un investimento.

*Partito Indipendentista Toscano


questo articolo è stato offerto da: