Martedì, 21 Agosto 2018 11:47

Crollo di Genova: ma tutte le altre costruzioni sono sicure?

di Giancarlo Fianchisti*

FIRENZE - La tragedia di Genova dovrebbe spingerci ad adottare provvedimenti normativi cogenti.

Norme che impongano revisioni e controlli nel tempo anche su tutte le costruzioni ordinarie nelle quali abitiamo con le nostre famiglie.

Dopo i primi commenti a caldo, esternati da tanti, sul crollo del ponte Morandi di Genova, sorgono spontanee alcune riflessioni degli Ingegneri della Provincia di Firenze. “Riflessioni che nulla tolgono alla gravità di quanto accaduto ed alla necessità di far luce sulle responsabilità di un tragico evento che non doveva accadere e che riteniamo opportuno fare proprio perché queste tragedie non accadano nuovamente” ha sottolineato Giancarlo Fianchisti, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri fiorentini.

“Da più parti si indica la carenza di verifiche e controlli sulle strutture quale causa del crollo: ma siamo consapevoli che nella provincia di Firenze, come in gran parte d’Italia, a partire dagli anni ‘60 (proprio il periodo di costruzione del viadotto Morandi) tutti o quasi gli edifici ordinari sono stati costruiti in cemento armato?” riflette Fianchisti - In Italia siamo obbligati a revisionare auto e caldaie ogni 2 anni ma non sussiste invece alcun obbligo di “revisione”, ovvero di verifica, della stabilità di una costruzione anche dopo 50 anni che è stata costruita se non per i soli edifici strategici e rilevanti”. Fianchisti e gli ingegneri fiorentini vogliono poi rimarcare un altro aspetto. “Siamo consapevoli che anche oggi stiamo usando materiali da costruzione “nuovi” (ancoraggi chimici, resine, fibre di carbonio) le cui alte prestazioni ci entusiasmano ma dei quali nulla possiamo sapere della durata nel tempo ed anche per questi non esiste alcun obbligo di verifica a nessuna scadenza?”.

*Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze

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