Domenica, 08 Luglio 2018 11:03

Palomar: non ampliare le aree del vivaismo

di Associazione Palomar

Associazione Palomar ha depositato le sue osservazioni alla Variante al PTCP di Pistoia, relativamente alla parte dedicata alla nuova individuazione di aree vocate al vivaismo.

L’obiettivo è quello di non superare gli attuali confini stabiliti con il regolamento urbanistico approvato dal Consiglio Comunale di Pistoia nel 2013.

Le ragioni a sostegno di queste osservazioni poggiano su tre argomenti di fondo.

I criteri adottati per l’individuazione delle nuove aree.

Il rispetto effettivo della norma.

La valutazione delle estensioni previste nel Comune di Pistoia.

Secondo Palomar, i criteri adottati hanno prodotto un’estensione eccessiva, che va addirittura oltre il criterio previsto dalla legge dei dieci anni di presenza dell’attività vivaistica.

Inoltre, non si è tenuto di conto delle clausole presenti nella LR. 41/2012, che escludono le aree con presenza di vincoli paesaggistici e ambientali, con problematiche di sostenibilità complessiva, caratteristiche idrogeologiche, e carenze infrastrutturali.

Per esempio le aree a nord della città incluse dalla variante (via Sestini, San Rocco, via Montalese) e quelle ad Ovest, lungo l’Ombrone fino a Capostrada, sono soggette a vincoli dalla Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e Paesaggio per FI-PO-PT o a progetti di valorizzazione ambientale, quale il Parco fluviale dell’Ombrone; sono classificate a rischio idrogeologico P2 (pericolosità da alluvione media) e P3 (pericolosità da alluvione elevata); e – come sanno bene i cittadini ivi residenti – non potrebbero sostenere il traffico indotto dall’attività vivaistica.

Infine, si propone di dare ai Comuni più tempo per recepire la perimetrazione e la relativa disciplina nei Piani Strutturali, nei Regolamenti Urbanistici e nei Piani Operativi, facendo decorrere i 120 giorni di tempo non dall’individuazione (ovvero dall’adozione della variante), ma dall’approvazione della stessa: anche perché, recita l’atto, “trascorso inutilmente il termine …, la disciplina relativa alle aree vocate si applica nelle aree individuate”.

Cioè, da subito, può essere fatta vasetteria ovunque qui previsto. Attendiamo fiduciosi l’istruttoria delle nostre, e delle molte altre osservazioni pervenute su un punto così delicato e importante.

Per quel che abbiamo visto, la Provincia ha individuato il nuovo perimetro delle aree vivaistiche sovrapponendo la situazione di dieci anni fa ad oggi, ed è evidente che il Comune di Pistoia non è intervenuto durante l’istruttoria per segnalare le fragilità di aree quali quelle ai piedi delle colline, come avrebbe dovuto fare essendo il depositario di tutte le informazioni utili sotto il profilo urbanistico, ambientale, idrogeologico.

Intervento che invece il Comune di Pistoia fece nel 2016, in fase di avvio del procedimento, chiarendo i limiti già raggiunti con la nuova pianificazione del 2013, e suscitando al tempo diffuse reazioni disinformate sul merito della questione.

Per noi sarà importante, da qui in poi, sviluppare un dibattito chiaro e trasparente, nutrito di conoscenze e informazioni corrette, al solo fine ultimo di orientare le scelte dell’organo provinciale nell’esclusivo interesse dei cittadini tutti.

questo articolo è stato offerto da:


 

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.