Sabato, 30 Giugno 2018 15:56

La crisi dei valori e il livore degli sconfitti

di Iacopo Boiola*

Pistoia - Disagio sociale, povertà, emarginazione, sono condizioni umane che anche nella nostra città, sono molto diffuse, più di quanto si immagini.

Tante situazioni complesse che non sono emerse soltanto oggi, o da qualche mese, ma al contrario, che hanno origini molto remote e sono conosciute da tempo.

I numeri sono impressionanti ed impietosi; tant'è che il comune, tramite i Servizi Sociali, coordinati con le altre Organizzazioni di volontariato presenti sul territorio (Associazioni e Caritas comprese), ha a cuore quotidianamente oltre 1600 nuclei familiari, il che vuol dire migliaia di singoli casi.

Donne, bambini e anziani fragili, senza distinzione di etnia, o credo religioso, sono oggetto di continue attenzioni. E non si tratta solo di un pasto, oppure di un tetto, ma di tutta una serie di servizi essenziali che, grazie alla professionalità ed allo spirito di abnegazione degli operatori, vengono erogati nel rispetto della dignità di ogni individuo.

Tutto questo viene svolto nella massima riservatezza, senza clamori, poiché al centro dell'azione congiunta di tutti i soggetti preposti e coinvolti, non vi è la strumentalizzazione, o l'interesse per perseguire fini personalistici, ma, invece, è incentrata sulla volontà di fare tutto il possibile per alleviare ogni tipo di sofferenza.

Cavalcare singoli casi, esporli al pubblico ludibrio, additare d'inefficienza ed insensibilità chi lavora per migliorare le condizioni di vita di queste persone che sono assistite da quasi dieci anni, è uno “sport” poco edificante che non ci coinvolge, anzi ci lascia indifferenti.

A riprova della falsità di certe esternazioni, sta il fatto che, i casi che vengono montati “ad arte” sono seguiti dai Servizi e dall'Assessore competente, ma non sempre, come in queste vicende, i destinatari delle azioni di affiancamento e sostegno, si rendono disponibili a ricevere l'aiuto proposto, nel rispetto delle norme e delle regole che salvaguardano, sia l'uguaglianza fra coloro che sono assistiti, che l'uso del denaro pubblico.

Spesso la ricerca della notorietà, il desiderio di apparire, fanno perdere la lucidità ed il senso della misura.

Non saranno certamente le provocazioni – conclude Bojola – fini a sé stesse a far cambiare il cammino intrapreso, anzi, vedendo da quali “pulpiti” provengono, prendiamo sempre più coscienza di aver intrapreso il percorso più corretto ed eticamente apprezzabile, anche se non facile e foriero di risultati immediati.

Il “bene” si fa, non lo si racconta!

*Capogruppo di F.I.-Centristi per l'Europa

Consiglio comunale Pistoia


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