Venerdì, 08 Marzo 2019 13:37

Confcommercio, regge il centro ma la periferia annaspa

I dati di Pistoia, - 114 i il saldo fra l’apertura e la chiusura di negozi 

PISTOIA - È di -114 i il saldo fra l’apertura e la chiusura di negozi e attività commerciali a Pistoia negli ultimi 10 anni.

E' questo il prezzo pagato dalla città negli anni della crisi economica che ha colpito duramente il territorio e i suoi settori produttivi.

A questa si è opposta una crescita delle attività turistiche con un saldo positivo di 85 aziende fra strutture ricettive, bar e ristoranti. A dirlo è l’indagine svolta dall’Ufficio Studi di Confcommercio Imprese per l’Italia con il contributo di Si Camera, che ha analizzato l’evoluzione delle attività commerciali, turistiche e dei servizi nel decennio 2008-2018 in 120 città italiane.

"Emerge come, sia a livello nazionale che nel contesto locale, a subire le perdite più importanti sia stato il settore del commercio" si legge nella nota. Il commercio pistoiese perde dal 2008 l’11,4% (pari a -114 attività) in linea con la media italiana.

A subire un reale crollo non sono però i centri storici – come emerge invece dallo studio di Confcommercio – bensì le aree esterne dove sono 103 i negozi in meno (-21%) contro i -11 del centro (-2%). In centro crescono soprattutto le attività di vendita di apparecchiature informatiche e di telecomunicazioni (+80%) e le vendite tramite web, porta a porta o presso i distributori automatici (+70%).

Cala invece il saldo per la vendita al dettaglio in esercizi specializzati alimentari e non – ad esempio i supermercati (-27%) – e i tabacchi (-21%). A subire maggiormente la crisi, però, sono le aree fuori dal centro: le situazioni più critiche sono per la vendita al dettaglio in esercizi specializzati alimentari e non (-36%) e la vendita di alimenti e bevande (-21%). Saldo positivo, invece, per farmacie (+55%) e tabacchi (+13%).

Nota positiva messa in luce dall’indagine, è la crescita del turismo che in 10 anni ha realizzato un +3,50% a Pistoia. Fuori dal centro sono i bar e i ristoranti ad avere lo sviluppo più consistente con 50 attività in più sul 2008 (+35%) contro le 17 in più del centro (+8%), dove si conferma una tenuta delle strutture ricettive. È nel centro della città che queste hanno la crescita maggiore passando da 6 a 24 (+300%).

 “A Pistoia la crisi economica sul territorio ha determinato un impatto importante sull’andamento del commercio. Più volte abbiamo evidenziato come le difficoltà riscontrate dai principali settori produttivi del territorio abbiano inciso sul tessuto commerciale, frenando i consumi e registrando, quindi, un segno meno in linea con la media nazionale - Stefano Morandi, presidente Confcommercio Pistoia e Prato - .È inevitabile che, con la discesa dei consumi, anche il numero dei negozi ne risente e non possiamo non tenere conto degli importanti mercato con l’avvento di e-commerce e lo sviluppo di outlet e grandi centri commerciali. Ad essere penalizzate a Pistoia sono state soprattutto le aree esterne al centro che sono andate incontro ad un progressivo impoverimento commerciale, dovuto alla minor presenza dei negozi di vicinato. Diversa la tendenza riscontrata in centro storico dove il settore si distingue per una sostanziale tenuta, incoraggiata anche dall’insediamento di catene e attività in franchising. Se da una parte il commercio dopo 10 anni presenta questa situazione di complessità, dall’altra il settore turistico si conferma uno dei driver dello sviluppo del territorio nell’immediato e in prospettiva futura. Pistoia, come ha dimostrato anche nell’anno della Capitale italiana della Cultura, ha una specifica offerta turistica che ha saputo raccogliere nel tempo sempre più riscontri positivi da parte di visitatori italiani e stranieri. Dobbiamo valorizzare il grande potenziale della città e renderla a tutti gli effetti una destinazione che si distingue per una sua precisa identità in ogni periodo dell’anno. Serve un prodotto turistico mirato alla valorizzazione e alla promozione di iniziative e attività di richiamo per il territorio. Tutto questo porterà riscontri positivi anche nel commercio”.

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