Mercoledì, 18 Luglio 2018 11:35

Stop della Cassazione alla somministrazione nei circoli privati

La soddisfazione di Fipe-Confcommercio

PISTOIA – Basta con la somministrazione di cibo e bevande a pagamento nei circoli privati. L'ha stabilito pochi giorni fa la Corte di Cassazione: un ente senza scopo di lucro non può esercitare attività di somministrazione, anche se rivolta solo ai propri soci, dietro pagamento di corrispettivi specifici che eccedano i costi vivi. Affinché i circoli possano beneficiare dei vantaggi fiscali riservati agli enti non commerciali, la loro attività deve essere rivolta esclusivamente agli associati e priva di ricavi.

In risposta alla sentenza è arrivata una nota di Fipe-Confcommercio – il Sindacato di categoria in rappresentanza dei pubblici esercizi aderenti a Confcommercio della provincia di Pistoia – che esprime soddisfazione per il risultato raggiunto dopo 20 anni di battaglia a tutela dei consumatori e delle aziende.

“Una battaglia che ha visto in prima linea proprio i pubblici esercizi della Toscana, dove il tema della concorrenza sleale della ristorazione parallela è particolarmente sentito vista la numerosa presenza di sagre, feste di paese, circoli e associazioni” spiega il sindacato.

Secondo l’Istat, infatti, sono oltre 19mila i circoli ricreativi e sportivi nella regione e oltre un terzo di questi ha esercitato fino ad oggi attività commerciale senza essere soggetto agli adempimenti finanziari e burocratici che pesano invece sulle aziende.

Si tratta di un quadro complesso per le aziende del settore che, seppur nel rispetto delle normative, si trovano inevitabilmente penalizzate.

“È una vittoria per Fipe che vede finalmente riconosciuto il principio secondo il quale qualsiasi soggetto che voglia somministrazione cibo e bevande dietro compenso può farlo, a patto che rispetti gli stessi diritti e gli stessi doveri ai quali sono soggetti le imprese – prosegue la nota. - Non è infatti da sottovalutare l’importanza dell’esistenza di circoli privati e delle vere proprie sagre che, soprattutto nelle realtà più piccole, svolgono l’essenziale ruolo di aggregazione sociale e promozione delle tradizioni del territorio. La loro presenza è fondamentale quanto lo è, allo stesso tempo, garantire una condizione di concorrenza leale nel settore della ristorazione”.

Per questo Fipe-Confcommercio chiede alle istituzioni competenti e agli organi preposti al controllo “di garantire il rispetto di questi principi fondamentali, affinché quanto espresso dalla Corte di Cassazione diventi realtà e si possa parlare di un mercato sano ed equo per tutti”.

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