Venerdì, 01 Marzo 2019 16:42

Benvenuti nell'inferno della sanità pistoiese

Carla Breschi Carla Breschi

di Carla Breschi*

Pistoia - Mi dispiace dovere intervenire su di un evento così doloroso relativo alla morte della giovane donna, Cristiana Capecchi, sulle cui cause faranno chiarezza gli organi competenti.

Ma lo avverto come dovere di consigliera comunale in primo luogo e di medico di “lungo corso” in secondo luogo, in quanto lo interpreto come l’evento sentinella di una situazione ad altissimo rischio clinico che sempre è esistita ed è sempre andata peggiorando e che ho pubblicamente denunciato già alcuni anni fa.

Ieri mattina sono andata a controllare una mia paziente e sono scesa in quello che io chiamo il girone infernale del Pronto soccorso: ben 25 pazienti su barella avevano pernottato nello stesso Pronto soccorso, assistiti, oltre che dal personale infermieristico e operatori sanitari, ovviamente anche dai parenti, senza alcuna privacy, alcuna dignità.

“Dottoressa ho visto l’ inferno, non avrei mai creduto…”, sono state le prime parole della figlia della paziente, che poi ho rassicurato dicendole che nel pomeriggio ci sarebbe stato posto nei piani alti (pseudo purgatorio o pseudo paradiso) e la loro attesa del posto letto sarebbe terminata. Contemporaneamente ben 31 pazienti da visitare ed altri 15 portati negli ambulatori specialistici per i percorsi cosiddetti fast track che secondo i progetti del Direttore generale dovrebbero snellire le procedure, quando i percorsi sono già oltremodo saturi.

In questo scenario pseudo apocalittico operano medici d’urgenza, medici radiologi (in netto deficit di organico fra Pistoia e Pescia), infermieri ed operatori sanitari con una velocità e professionalità impressionante. Mi chiedo, io che ho lavorato per anni al Pronto soccorso, come fanno a non impazzire, come fanno a mantenere sempre quella calma necessaria per rivalutare le persone? Come fanno a sfuggire a quel bombardamento psicologico dei direttori che spingono a dimettere, dimettere, dimettere, la cui unica finalità è il mero risparmio economico?

Nel 2018 più di 60.000 accessi al Pronto soccorso d Pistoia.

E non mi illudo che in altre realtà sia molto diverso, ma vorrei un confronto con le situazioni fiorentine o limitrofe, dato che a Pistoia siamo e rimaniamo sempre penalizzati per numero di dipendenti, carriera e retribuzioni; addirittura anche i centralinisti dell’ospedale denunciano una situazione insostenibile.

Ma analizziamo perché la situazione sta peggiorando.

In pratica è stato annientato il Pronto soccorso di San Marcello ed ora il direttore Morello dice che sia stato un bene perché non utilizzato: certo è che le persone vengono a Pistoia quando sanno che non troveranno un Pronto soccorso adeguato a San Marcello. E’ un giro vizioso che sembra creato ad arte.

E’ stato depotenziato l'ospedale di Pescia, e ancora tutte le urgenze o pseudo urgenze dei bambini della Val di Nievole vengono a Pistoia.

Non è stato ancora diviso polo medico da polo traumatologico.

La burocrazia eccessiva ci sta uccidendo (questo in ogni ambito medico)

Chi ha una richiesta di urgenza radiologica, per esempio per trauma, deve accedere ad un fast track che lo può mandare anche a Pescia, Firenze etc, ed è ovvio che il paziente, specie se anziano, acceda al Pronto soccorso.

E per finire il territorio, dove c’è ancora il deserto, dove non si sa ancora che ruolo abbia la Società della Salute, dove si predica l’infermiere di famiglia in cui speriamo bene…, dove la Casa della salute a Quarrata chiude alle 19, dove i medici di base sono vessati in continuazione da pratiche burocratiche che non risolvono i problemi ma fanno perdere tempo prezioso e non vengono adeguatamente supportati da personale infermieristico, per lo più occupato in attività che quasi tutti i colleghi medici di base definiscono pressoché inutili (vedi chronic care model)

E mi ripeto l’annosa domanda: chi prende decisioni sulla sanità ha mai lavorato nella sanità di trincea? (e come tale mi riferisco a tutta la sanità degli ospedali periferici ed anche al medico di medicina generale); ed è a conoscenza che non è un esame che fa fare diagnosi ma l’osservazione clinica?

Ed è verso queste persone, i cosiddetti decisori, che bisognerebbe puntare il dito, non verso i medici di prima linea.

E il Sindaco Tomasi dirà o farà qualcosa?

*Consigliere comunale e direttore SOS Oncoematologia Pistoia-Pescia

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12 commenti

  • Link al commento roberto Lunedì, 04 Marzo 2019 09:58 inviato da roberto

    Per esperienza personale al P.S. di Pistoia ,iniziata la sera di venerdi 1°marzo e conclusa alle 3 di notte, non posso che confermare l'allarme segnalato dalla Dott.ssa Breschi. Durante le ore passate in sala d'aspetto sia ha modo di vedere e sentire altre esperienze e il quadro è questo: il personale a tutti i livelli si impegna e fa quello che può ma collassa di fronte al numero di persone che arrivano barellate con ambulanze da ogni dove e della processione continua di chi ci reca con le proprie gambe . Ho notato una enorme percentuale di bimbi portati dopo una telefonata alla guardia medica, famiglie intere ( gran parte stranieri) che talvolta se ne vanno dopo aver riscontrato i tempi di attesa, e ovviamente data l'età media della popolazione locale, un esercito di anziani ... logico che non sia facile risolvere il problema, speriamo che chi può fare qualcosa ,la Regione Toscana che si auto celebra virtuosa, lo metta davanti ad altri argomenti meno prioritari,

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  • Link al commento Anna50 Sabato, 02 Marzo 2019 22:46 inviato da Anna50

    Ho avuto la sfortuna di aver bisogno del pronto soccorso dell'ospedale di Pistoia per 4 volte negli ultimi 3 anni: per tre volte ci ho trascorso 8 ore,l'ultima sono stata per ore in lista di attesa per un letto a Medicina. Ogni volta mi sono meravigliata, in senso negativo, delle condizioni in cui lavorano i medici, ma più che altro infermieri e OSS, e ho avuto l'impressione di disorganizzazione, oltre alla mancanza di spazio, vergognosa in un ospedale nuovo.
    In quanto all'ospedale di Pescia, farebbero bene a farne uno nuovo in un posto più accessibile e con una strada meno accidentata: non oso immaginare che piacere possa provare un politraumatizzato ad essere trasportato in un'ambulanza rigida su quelle strade a pietre.

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  • Link al commento Markolino Sabato, 02 Marzo 2019 12:57 inviato da Markolino

    Che vuoi lasciare commenti,,tanto non viene pubblicato, in barba ai diritti di replica e chi commenta dicendo la verità, i commenti veritieri e scomodi, vengono censurato, vaja, vaja, e chiamano l'Italia paese Civile, liberale, democratico.

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  • Link al commento Daniele Sabato, 02 Marzo 2019 08:26 inviato da Daniele

    Sono lontani i tempi della pletora.
    I medici sono pochi , soprattutto i medici specialisti ospedalieri. Il numero dei medici va rapportato alle esigenze della popolazione, non alle risorse sempre colpevolmente più scarse perchè dirottate altrove.
    Siamo al 17 posto per numero di medici in rapporto alla popolazione .
    È un problema di fondi
    Il SSN italiano era già dal 2000 uno dei meno finanziati tra i paesi occidentali (6,8 del Pil)ed eravamo al secondo posto per efficienza dopo la Francia. Ora dopo sconsiderati tagli su tagli siamo scesi al 20 posto.
    I soldi si trovano per le strutture ( vedi ospedali nuovi costruiti negli ultimi tempi , in piena crisi finanziaria, con il famigerato sistema di appalti chiamato project financing, già oggetto di denuncia da parte della corte europea perché troppo favorevole alla parte privata), non per assumere, ma la sanità la fanno gli operatori sanitari!!
    La sanità non solo non va più tagliata ma va rifinanziata! Eppure si continua a progettare e costruire ospedali senza reparti specialistici con la fallimentare organizzazione per “intensità di cure “! E si trasferiscono compiti medici agli infermieri e mansioni infermieristiche agli OSS. A proposito, dove erano e dove sono i sindacati maggiori? Si sono sbucciati il coccige nel tentativo di cavalcare tutto ciò che decidevano in giunta regionale senza ascoltare le poche voci contrarie semplicemente dettate dal buon senso. E così consegnando le sorti della sanità ai presuntuosi vati della Bocconi e de S Anna che scopiazzano sistemi sanitari dei paesi anglosassoni notoriamente fallimentari
    Quello che manca ai nostri politici toscani e vari dirigenti è l'umiltá : evidentemente pur nel loro essere ormai diventati neoliberisti non conoscono il pensiero di Luigi Einaudi -, il quale raccontò “la gioia, una delle più pure che cuore umano possa provare, la gioia di essere costretti a poco a poco dalle argomentazioni altrui a confessare a se stessi di avere, in tutto o in parte, torto e ad accedere, facendola propria, all’opinione di uomini più saggi di noi”.

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  • Link al commento Bruno Sabato, 02 Marzo 2019 08:10 inviato da Bruno

    Tutte ragionevoli le considerazioni della Dott.ssa che ha firmato l articolo. C è solo da pregare di non dovere ricorrere a visitare tali luoghi. Tuttavia la competenza mi pare sia di asl e regione quindi ho difficoltà a comprendere la conclusione dell articolo.

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  • Link al commento Massimo Sabato, 02 Marzo 2019 06:15 inviato da Massimo

    La realtà è peggio. A partire dalla reparazione di chi dovrebbe fare un triage. Personalmente ho quasi perso la moglie, perché non diagnostica un'emorragia interna. Nel pratico vedo fare rmn, quando basterebbe l'eo. Non vorrei che Firenze si tenesse i meglio e ci lasciasse, le seconde linee

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  • Link al commento Carpask Sabato, 02 Marzo 2019 06:15 inviato da Carpask

    Malasanità a Pistoia, Il Sindaco è autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell'art. 32 della legge n. 833/1978 e dell'art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. Giustamente Carla Breschi cita il nome del Sindaco perchè essendo primo cittadino di Pistoia deve intervenire con i poteri a lui attribuiti, appunto gli articoli e le leggi citate sopra.

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  • Link al commento MARK Sabato, 02 Marzo 2019 05:17 inviato da MARK

    Sulla malasanità di Pistoia, Il sindaco è autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell'art. 32 della legge n. 833/1978 e dell'art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. Il Sindaco e l'Assessore alla salute, nonchè vicesindaco, sono molto silenti, un bel dialogo con i cittadini non c'è. Ci sarà quando cercherà i voto fra meno di 4 anni per la conferma a sindaco..vaja vaja

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  • Link al commento Erminia Sabato, 02 Marzo 2019 01:40 inviato da Erminia

    Questo a parer mio si plachera' nel momento in cui qualcuno disperato in preda a una crisi per il caos provocato dai pazzi che detengono il potere e i soldi a Pistoia non fara' una strage. Bravi i dirigenti. La gente e'piegata in due da chi ha il potere e comanda.

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  • Link al commento susanna Venerdì, 01 Marzo 2019 19:51 inviato da susanna

    cara Dottoressa Breschi! grazie per questa sua testimonianza ma sappia che noi cittadini pistoiesi conosciamo benissimo la situazione. queste cose le deve dire al presidente di regione che si vanta di aver fatto un'ottima riforma sanitaria e che dice che la toscana è al 3 posto in italia..

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