Venerdì, 01 Marzo 2019 11:36

Esposti amianto, non tutto è risolto

di Paolo Mattii *

La vicenda dei lavoratori esposti all’amianto nei capannoni dell’allora Breda Costruzioni Ferroviarie durante i lavori di bonifica del tetto, svoltisi negli anni 1987-1990, è incanalata in un percorso che in tempi auspicabilmente brevi dovrebbe portare i primi risultati positivi per molti degli esposti, ma non per tutti.

A dichiarare questo sono i membri della Commissione Amianto di Hitachi della FIOM-CGIL. Sono rimasti esclusi dal percorso molti lavoratori delle aziende dell’indotto, a cui l’INPS ha negato il riconoscimento dell’esposizione nonostante questi lavoratori abbiano prestato la loro opera negli stessi capannoni, nelle stesse condizioni e nello stesso periodo (1987-1990) dei lavoratori ex-Breda a cui l’esposizione è stata riconosciuta.

L’esclusione è dovuta alla interpretazione data dall’INPS al testo della legge n°208/2015, richiedendo sia la certificazione del lavoro svolto presso l’azienda sia l’iscrizione della stessa nel registro delle aziende operanti nel settore del materiale ferroviario. Purtroppo diverse ditte che operavano nel 1987-1990 all’interno di Breda non esistono più così come i loro archivi, e tra quelle di cui esiste la documentazione alcune non potevano essere iscritte nel registro perché non si occupavano direttamente di materiale ferroviario: come esempio si possono prendere le imprese di pulizia che operavano all’interno dello stabilimento ed i cui lavoratori, nel periodo 1987-1990, rimuovevano tutte le mattine da banchi e pavimenti la polvere di amianto depositata a causa della bonifica del tetto.

I ricorsi avviati nei confronti dell’Inps ancora non hanno ricevuto risposta ed il rischio che questi lavoratori rimangano esclusi dal percorso avviato è concreto. Come Commissione Amianto, unitariamente, abbiamo più volte sollecitato, a più livelli, la necessità di intervenire su quella che è una vera e propria discriminazione, ma non abbiamo finora avuto le risposte che vorremmo per delle persone che hanno subito, dall’esposizione alla polvere di amianto liberata durante le operazioni di bonifica del tetto del capannone, un danno non inferiore a quello subito dai lavoratori ex-Breda al cui fianco lavoravano ed ai quali finalmente è stata riconosciuta l’esposizione ed il conseguente risarcimento pensionistico.

Per noi la terribile vicenda dell’amianto in via Ciliegiole potrà dirsi esaurita solo quando anche i lavoratori ingiustamente esclusi avranno ottenuto il risarcimento a cui hanno diritto, e per questo motivo mettiamo a disposizione la struttura della FIOM-CGIL per tutti coloro che ne avranno necessità.

* Segretario Fiom Cgil di Pistoia

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