Giovedì, 28 Febbraio 2019 17:49

Sull’area ex Ceppo il Sindaco Tomasi dica cosa vuol fare

di Maurizio Bozzaotre e Walter Tripi *

Sull'area ex Ceppo il Sindaco Tomasi tenta di nascondere la sostanziale incertezza sulle scelte da compiere, producendosi in un attacco ingiustificato agli esponenti locali e regionali del Pd, "colpevoli" di aver evidenziato l’opacità di un percorso che, muovendosi in ambito verticistico con Asl prima e Regione Toscana poi, ha completamente scavalcato la città e le sue istituzioni rappresentative.

Evidentemente il Sindaco confonde una serie di incontri istituzionali, quindi a porte chiuse, tra amministratori con pratiche di trasparenza e partecipazione politica con la città, mentre il luogo primario per esercitare queste pratiche è un altro, ossia il Consiglio comunale e le sue commissioni. Ed è un dato di fatto che finora nessun atto o documento sia pervenuto alla commissione urbanistica, come giustamente rilevato dal suo presidente Alvaro Alberti.
Ciò premesso, rispetto a quanto dichiarato dal Sindaco Tomasi non possiamo che ribadire una serie di punti fermi. La proposta iniziale di questa Amministrazione prevedeva il passaggio alla Asl di tutto il complesso monumentale storico, azzerava ogni investimento sull’assetto idraulico della zona, rinunciava ad ogni ipotesi di ospitare funzioni pubbliche nell’area oltre quelle sanitarie.
Ebbene, è un dato di fatto che questi punti, grazie all’intervento del Pd locale e regionale, siano stati sensibilmente modificati: la parte storica rimane al Comune e ai pistoiesi (con una parte rilevante destinata a funzioni museali), sarà il Comune a investire per la risistemazione idraulica dell’area, si individua il complesso conventuale di S. Maria delle Grazie come sede di altre e diverse funzioni pubbliche (palazzo di giustizia, istituti scolastici superiori).
Piuttosto, il Sindaco Tomasi deve ancora dirci cosa intende fare sui punti fondamentali dell'accordo. Ad esempio, sulle ville Sbertoli, per le quali l’accordo prevede il restauro integrale degli edifici storici da destinare ad uso residenziale, direzionale, ricettivo nonché a servizi di interesse pubblico: ciò significa che le funzioni pubbliche devono entrare nella partita. E poi: le demolizioni lasceranno una volumetria da utilizzare: cosa si intende farne? Si tratta di decisioni che non possono essere prese da pochi in una stanza ma dovranno essere sottoposte ad un’ampia e approfondita discussione pubblica, sia dentro che fuori dal Palazzo comunale. Per parte nostra, attendiamo di capire quali siano le intenzioni dell’Amministrazione sulla parte relativa alle funzioni pubbliche per fare le valutazioni del caso.
L’area ex Ceppo non è un quartiere come tanti, si tratta di un pezzo di identità della nostra città. Dobbiamo essere consapevoli che una volta che l’ultima pietra sarà stata posata (o demolita, a seconda delle previsioni) quello sarà il volto che Pistoia avrà nei decenni a venire.
Noi riteniamo che un parte così importante dell’anima stessa della nostra città meriti un trattamento migliore. Invece di attaccare le legittime richieste di trasparenza mosse dall’opposizione, la Giunta dica ai pistoiesi con chiarezza le sue intenzioni sul futuro del Ceppo e della nostra città.

Maurizio Bozzaotre, segretario comunale Pd Pistoia

Walter Tripi, capogruppo consiliare Pd Pistoia

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