Venerdì, 22 Febbraio 2019 18:11

Pesticidi, allarme rosso nel Pistoiese

Tommaso Fattori Tommaso Fattori

di Tommaso Fattori*

Mettiamola così: se volessimo diffondere nei dintorni pistoiesi manifesti con scritto “zona libera da pesticidi”, non avremmo luoghi dove attaccarli.

L’ultimo report Arpat dimostra l’ulteriore inasprimento dell’inquinamento da glifosato e altre sostanze dannose per la salute e l’ambiente, che hanno ormai invaso le acque superficiali e stanno intaccando anche quelle sotterranee.

Migliaia di residenti e centinaia di bambini, anche delle scuole elementari, vivono sotto l’assedio di un nemico purtroppo sottovalutato e spesso rimosso. In 9 stazioni delle 16 totali monitorate da Arpat, le acque superficiali contengono pesticidi totali oltre i livelli di standard di qualità ambientale. Vi sono diffuse quantità di glifosato e del suo metabolita Ampa in 14 casi su 16. Contribuiscono in modo preponderante al valore dei Pesticidi Totali vari erbicidi quali Oxadiazon, 2,4D, Diuron, Oxilfuorfen e Pendimethalin. Ma oltre agli erbicidi, il superamento degli standard di qualità per singolo principio attivo è stato determinato anche da svariati fungicidi tra i quali Propamocarb, Tebuconazolo e Carbendazim, e insetticidi, primo tra tutti l’Imidacloprid.

Le aree maggiormente interessate dall’inquinamento da fitofarmaci sono i corsi d’acqua della pianura pistoiese a sud-est della città, evidentemente correlato con le notevoli quantità di glifosato utilizzato nel florovivaismo e con un andamento delle concentrazioni fortemente connesso al dilavamento del terreno operato dalle piogge. Dalle attività di controllo effettuate sull’osservanza delle aree di salvaguardia e aree di tutela delle acque sotterranee, è emerso un quadro di diffusa inosservanza delle fasce di rispetto.

A livello sovranazionale sta aumentando la consapevolezza del pericolo, tanto che il Parlamento europeo, a gennaio ha adottato a larga maggioranza le raccomandazioni della “Commissione Pest” riguardo alla necessità di prevedere studi epidemiologici sull’impatto reale dei fitofarmaci sulla salute umana, un riesame sistematico di tutti gli studi disponibili sulla cancerogenicità del glifosato e chiesto di fissare nuovi livelli massimi di residui nei suoli e nelle acque superficiali. Il Parlamento Europeo ha poi chiesto alla Commissione Europea nuove misure a protezione dei gruppi di persone vulnerabili e il divieto di utilizzo di pesticidi vicino a scuole e asili, campi da gioco, ospedali e case di cura. Pistoia potrebbe conquistare il triste primato di capitale dell’inquinamento da pesticidi, visto che ci sono ben 6 mila ettari dedicati ad un vivaismo insostenibile e velenoso, che ha inglobato indistintamente abitazioni, giardini pubblici e scuole.

Di fronte a questo allarmante scenario ricostruito dall’Agenzia regionale , abbiamo elaborato una serie di proposte che sembrano scritte in una lingua sconosciuta ai più, a partire dall’imprenditoria vivaistica locale. Un’alternativa infatti è possibile, per questo chiediamo alla Regione Toscana di intraprendere tutte le misure necessarie a rendere sostenibile il settore florovivaistico, nell’interesse della nostra salute, dell’ambiente ma anche del futuro produttivo di queste imprese. Pensiamo a incentivi economici mirati alla limitazione e all’eliminazione dei pesticidi e alla transizione verso l’agroecologia. Chiediamo di incrementare l’azione di controllo delle disposizioni di salvaguardia previste nei regolamenti comunali. E devono essere promosse tutte le azioni finalizzate al recupero delle acque d’innaffiatura, ribadendo anche l’urgenza di modificare la disciplina delle acque di dilavamento della vasetteria su terreni diserbati o su superfici impermeabili.

A settembre il Consiglio aveva approvato una nostra mozione che porterà a breve ad individuare in ciascun Comune le aree di ricarica delle falde idriche e a definire i vari livelli di tutela e protezione di tali aree, al fine di vincolarne gli usi, oltre a prevedere la separazione dei circuiti idrogeologici nella realizzazione dei pozzi e a predisporre la regolamentazione delle zone di protezione all'interno del Piano di tutela delle acque. Sono scelte di fondamentale importanza, dobbiamo ripartire da qui per scongiurare danni irreparabili all’ambiente e alla salute dei residenti nel pistoiese e nelle altre zone della Toscana esposte a questi veleni”.

*Sì Toscana


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1 commento

  • Link al commento Bruno Sabato, 23 Febbraio 2019 12:40 inviato da Bruno

    A questo punto gli Enti competenti non possono non prendere una posizione chiara e netta sull argomento, a tutela della salute dei cittadini secondo il principio della precauzione.

    Rapporto

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