Venerdì, 15 Febbraio 2019 11:53

Alcune considerazioni sull’area ex Nissan

di Lia Tosi*

Pistoia - Chiediamo l'attenzione del Sindaco Tomasi e dell'Assessore Capecchi, su alcune nostre considerazioni relative al progetto di costruzione di un palazzo di 4 piani sull’area ex Nissan in via Ciampi, con trasferimento della superficie di standard pubblici (parcheggio) in via Gonfiantini (tutt’altro che vicina a via Ciampi).

Premettendo che tutti desideriamo una riqualificazione della ex Nissan, che sia però rispettosa delle vere problematiche e della qualità ambientale del settore.

Ma l’esperienza ci ha mostrato che talvolta i piani elaborati dagli uffici tecnici dell’urbanistica non sono perfetti, come nel clamoroso caso del progetto di via Cammelli, bocciato dietro nostra documentata segnalazione dal Difensore civico regionale con parere dell’ufficio urbanistico della Regione.

Vorremmo per questo sollecitare una vostra riflessione su quanto segue.

L’area della ex Nissan nel Regolamento urbanistico è classificata come At (Ambito di trasformazione).

La dirigente dell’ufficio nella passata Amministrazione e nella nuova sino all’autunno 2017, arch. Spilotros, a seguito della presentazione del progetto di un palazzo da parte del nuovo proprietario dell’area, ne propone il passaggio ad Act (Ambito complesso di trasformazione), aprendo così la possibilità di trasferire la realizzazione degli standard di spazi pubblici altrove, nel caso in questione su via Gonfiantini, su un terreno appartenente allo stesso proprietario, classificato nel Regolamento urbanistico (Ru) come “zona a verde privato”. Sono necessarie dunque 2 trasformazioni, una per via Ciampi, una per via Gonfiantini, dove per compensare l’insufficiente superficie utile in via Ciampi (parte dell’area viene assorbita da parcheggi privati, distanze dai confini ecc.), si estrae una quota (2 alloggi) dal piano generale (Utoe 6) del fabbisogno edilizio e si paracaduta nella ex zona a verde, in cui spunteranno due villini. Va detto che questa variante con due trasformazioni non è stata mai portata in adozione-approvazione dalla passata Amministrazione.

Il passaggio ad Act è il primo punto critico, attribuibile all’Amministrazione passata, da cui scaturisce il secondo, attribuibile alla nuova Amministrazione, che consente i 4 piani del palazzo, e si accinge all’approvazione.

Ma vediamo il primo punto critico.

Nel Regolamento urbanistico leggiamo: “Le trasformazioni sono finalizzate alla riqualificazione urbana, ambientale e del paesaggio, al potenziamento dei servizi e attrezzature pubbliche, al miglioramento della qualità urbana…”. Ma per questa riqualificazione ambientale e del paesaggio non si capisce perché è stata fatta la scelta di attivare l’intervento di recupero attraverso un Act, quando lo si poteva fare attraverso un Atp (Ambito di trasformazione puntuale).

L’articolo 52 del Regolamento urbanistico prescrive l’Act (Ambito complesso) per “quelle aree di dimensioni rilevanti o che comunque investono problematiche di varia natura, per le quali sono previste trasformazioni urbanistiche interessanti la viabilità, gli spazi pubblici…”. Definizioni palesemente non congrue per la fisionomia della ex Nissan. Qui non esistono né dimensioni rilevanti, né trasformazioni interessanti la viabilità ecc.

Mentre per Atp recita: “… si tratta di aree di minore dimensione (lotti inedificati o singoli edifici)”. Con questa classificazione, che fotografa la situazione della ex Nissan, un eventuale progetto edilizio deve conformarsi alla regola di reperire gli spazi pubblici entro il perimetro dell’area stessa. E nel Regolamento urbanistico (art.112) la ex Nissan era proprio inserita nell’elenco di aree per le quali “vale la prescrizione di dotazione minima dello standard urbanistico … Gli standard dovranno essere realizzati nel perimetro dell’area di intervento e non potranno in alcun modo essere monetizzati”.

Il punto dunque di seria criticità è nella scelta di cambiare classificazione alla ex Nissan, e, capovolgendo la valutazione del Regolamento urbanistico, realizzare il piano di riqualificazione attraverso un Act, che, oltre a dare maggiore possibilità edificatoria al privato, concede un ulteriore favore: il trasferimento di una quota consistente di edificato su un terreno di proprietà dello stesso in via Gonfiantini (via Nazario Sauro-Bosco in città), previsto nel Regolamento urbanistico come zona a verde privato; trasferendovi quasi tutti gli standard di parcheggio dovuti per via Ciampi.

Questo piano è opera dell’Amministrazione passata, che, ripetiamo, non lo ha mai portato in adozione-approvazione. Mentre l’Amministrazione nuova, confermando la scelta dell’Act che favorisce oltremodo il costruttore, accetta che il palazzo di via Ciampi si estenda su 4 piani (erano 3 nel piano Spilotros, coi parcheggi privati per il 50% nel sottosuolo).

Dunque via Ciampi, inserita nella vasta zona che dal viale Petrocchi al viale Adua sopporta un fiume di traffico esagerato, un forte inquinamento, dell’atmosfera ed acustico, con carenza assoluta di verde e anche proprio di parcheggi (e la via serve da parcheggio anche alle macchine che vi si attestano per un accesso al centro storico), vedrà così aumentare il numero di residenti, in assenza di adeguati servizi. Per questa via, come “riqualificazione urbana, ambientale e del paesaggio, …potenziamento dei servizi e attrezzature pubbliche, … miglioramento della qualità urbana” si delinea una maggiore densità abitativa, un carico di traffico ulteriore, e la “consolazione” di avere agevolato in via Gonfiantini, al posto della zona a verde, la realizzazione di un bel parcheggio di 38 posti auto e 2 (o forse più?) villette, come premio extra.

Per questo richiediamo di essere ascoltati in sede di commissione Urbanistica e un incontro pubblico su questi temi coi rappresentanti del governo cittadino

* Protesta in Festa e residenti via Ciampi

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