Domenica, 30 Settembre 2018 11:02

Con Landini numerosi punti di vista in comune

di Antonio Vittoria*

Pistoia - La presenza di Maurizio Landini, ex segretario nazionale FIOM durante la visita avvenuta in Hitachi, ha reso possibile anche se velocemente, causa lavori congressuali, un breve scambio di battute fra UGL e CGIL in un clima che possiamo certamente definire di serenità, correttezza e, vogliamo aggiungere, anche di “sportività”.

Quale migliore occasione il far rinnovare, tra l’altro, con una assemblea dei lavoratori, la nuova mensa “Canteen” aziendale, da tutti noi considerata un bellissimo regalo di Hitachi ai propri dipendenti. E il fascino dei locali ha rapito anche il segretario al quale abbiamo però dovuto sottolineare che, al momento, l’utilizzo di questa meraviglia è riservato ai dipendenti Hitachi, agli ospiti e alle poche ditte dell’indotto che concedono i buoni pasto ai propri dipendenti.

Ed è stato proprio questo accenno a Landini che ha scaturito da parte nostra, oltre la sua sorpresa, una conseguente riflessione.

Oggi in HRI vi sono aziende dell’indotto che non concedono i buoni pasto ai propri dipendenti ponendoli, di fatto, su un piano diverso, discriminato, rispetto alla collettività. Per questa grave mancanza un lavoratore dovrebbe spendere di tasca propria circa 1500 euro annui, ovvero, più di uno stipendio medio di un metalmeccanico. Questa cosa è certamente inaccettabile.

Come UGL chiediamo che sia Hitachi stessa, nel rispetto dei valori, dello spirito sociale che la contraddistingue, a pretendere, dalle ditte che operano al suo interno, che a questi lavoratori vengano riconosciuti anche i buoni pasto assieme ad un salario dignitoso e la dovuta contribuzione. Un gesto, questo, che darebbe modo così di suggellare il principio di uguaglianza e solidarietà fra lavoratori.

Ma tornando su Landini, abbiamo apprezzato buona parte del suo intervento perché noi di UGL crediamo che, quando si guarda sul serio all’interesse dei cittadini e dei lavoratori, si possano certamente trovare dei punti comuni anche con chi sta all’opposto di quello che siamo noi, ovvero, “l’unico sindacato di destra al mondo”.

Ed è stato sicuramente un piacere sentir parlare dei danni compiuti, lo scempio messo in atto dalle politiche relative al Jobs Act e dalla Legge Fornero, della necessità di andare a riscrivere, per guardare al futuro, i testi del diritto del lavoro.

Questo ci ha fatto sicuramente dimenticare (anche se per poco in verità) i timidissimi scioperi fatti contro i cosiddetti “governi amici” e i contratti nazionali peggiorativi che abbiamo subito in questi anni.

Ma poco importa, quando senti parlare della necessità di un piano nazionale di investimenti per la salvaguardia delle infrastrutture, Landini sembra (quasi) dar ragione al nostro segretario generale Francesco Paolo Capone che da tempo reclama la necessità di un vero e proprio “Piano Marshall” riguardante le infrastrutture.

Ma allora ci chiediamo se CGIL e UGL alla fine mettono al centro della questione necessità spesso comuni, che problemi ci sono a star seduti a discuterne assieme?

Abbiamo detto a Landini che noi di UGL ci auguriamo e vogliamo essere presenti a tutti i tavoli di trattativa nazionali perché importante vuole essere il contributo di chi, come noi, si pone come primo obiettivo il benessere del paese, dei cittadini e di tutti i lavoratori.

Mi ha risposto: “Beh … speriamo dai …” una timida apertura, memore forse delle smorfie lette sul volto mio e di Fabbri (segretario provinciale UGL Metalmeccanici) quando ha parlato della necessità di scrivere un nuovo testo sulla rappresentanza sindacale.

* Segretario UTL UGL di Pistoia

 

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