Sabato, 21 Aprile 2018 18:54

"Leggere la città", una opportunità da non perdere

di Alessio Colomeiciuc

Pistoia - Considero un errore la decisione della nuova Amministrazione comunale di Pistoia di interrompere “Leggere la città”.

In effetti, ho sempre ritenuto condivisibile il proposito del precedente sindaco Samuele Bertinelli di allestire un originale spazio di riflessione dedicato alle “piccole e medie città europee, luoghi nei quali precipitano le contraddizioni e i disagi del mondo contemporaneo, ma anche centri di nuove opportunità, di produzione di senso, di creatività, di futuro.

L’idea di una periodica rassegna, largamente condivisibile nel 2013, lo è ancora di più oggi, in un tempo di crescente divaricazione fra centri e periferie urbane, di concentrazione dei poteri pubblici e privati e di progressiva riduzione delle risorse finanziare, che esige anche a livello locale momenti e luoghi di informazione e confronto sul senso dei processi che stanno profondamente cambiando i nostri modi di pensare e vivere.

Non può negarsi che, con il passare degli anni, l’evento si sia fatto apprezzare sia per l’elevato valore dei relatori, anche di livello internazionale, sia per il numero delle presenze, facendo ben sperare sulle sue potenzialità anche attrattive di visitatori di qualità.

Da questo punto di vista, il confronto con i “Dialoghi sull’uomo” appare sostanzialmente privo di senso, oltrechè ingeneroso.

L’evento “Dialoghi” è da sempre ideato e diretto da professionalità esterne al nostro territorio, si occupa di antropologia culturale, si svolge per tre giorni alla fine del mese di maggio, costa ogni anno circa 400.000 euro, si avvale di un dedicato e collaudato apparato organizzativo,

L’evento “Leggere la città” è da sempre ideato e diretto da personalità pistoiesi, si occupa di temi di natura prevalentemente socio-economica ed urbanistica, si svolge nei primi giorni del mese di aprile, costa ogni anno circa 70.000 euro (quindi 1/6 dei Dialoghi) e si avvale di una minima organizzazione, sostenuta da volontarie collaborazioni locali.

In conclusione, perdere questa iniziativa può significare non soltanto segnare una battuta d’arresto nel decisivo sforzo di promuovere originali ed importanti eventi nel centro storico della città, ma privarsi della possibilità di far divenire Pistoia luogo d’elezione di una approfondita riflessione sul futuro delle città “non metropolitane”, sulle epocali trasformazioni provocate ad ogni livello dalla globalizzazione, sulla difficile competizione non soltanto economica apertasi fra aree forti europee, sulle forme ed i contenuti del dialogo e della necessaria collaborazione strategica fra Pistoia e le altre città toscane (Prato e Lucca in primis), che in questa delicata fase storica sperimentano comuni difficoltà e speranze.

Sarebbe segno di avvedutezza se il nuovo sindaco Alessandro Tommasi rimeditasse l’intera vicenda e decidesse di proseguire l’esperienza di “Leggere la città”, magari introducendo alcune innovazioni suggerite dall’esperienza finora compiuta; chiamando, ad esempio, tutte le associazioni di cultura politica cittadine, a partire da quelle sorte a fianco delle recenti liste civiche, a condividere i programmi e l’organizzazione dell’evento, rendendolo un appuntamento sempre più partecipato da esperti e studiosi italiani ed esteri, da sindaci ed amministratori pubblici dell’intera Toscana, da imprenditori, professionisti, cittadini di ogni età e condizione, tutti interessati allo stesso modo a comprendere, oltre le contingenti polemiche elettorali, come sia fatto il mondo nel quale viviamo e (soprattutto) il futuro che ci attende.

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