Lunedì, 16 Aprile 2018 10:58

Ho conosciuto il grillino medio: urgono scuole di democrazia

di Nicola Cariglia*

Dispiace dirlo, perché a 73 anni dalla Liberazione nessuno poteva immaginare di tornare a fiutare odore di fascismo. Eppure succede.

E basta osservare da lontano i comportamenti o soltanto leggere ciò che dicono molti militanti dei 5 Stelle, quelli maggiormente imbevuti delle teorie di Grillo, Casaleggio, Di Maio e via scendendo per li rami. Intanto, i detentori di qualche carica, per es. i sindaci di Roma, Torino, Livorno hanno più volte dimostrato di possedere una mentalità totalitaria. Non avvertono minimamente la differenza fra il loro incarico istituzionale e l’appartenenza al partito. In particolare Virginia Raggi, spesso oggetto di polemiche e accuse (non importa se a torto o ragione) da parte del Consiglio comunale di Roma non ha affrontato la questione nella sede istituzionale competente ma nella sede del suo partito. Insomma, la legittimazione per la signora, risiede nel suo partito, non nel voto popolare che vorrebbe si affrontassero le questioni davanti ai componenti dell’assemblea cittadina. Del resto, i 5 stelle sono legati a filo doppio ad una azienda privata che condiziona i loro comportamenti nelle sedi istituzionali e pretenderebbero di introdurre il vincolo di mandato, tanto da avere fatto sottoscrivere ai suoi eletti contratti che prevedono salatissime multe in caso di disobbedienza a non si sa bene chi. Basta e avanza per diffondere odore rancido di fascismo.

Ma tutto questo è niente rispetto a ciò che si può provare parlando direttamente con il grillino medio. Ne ho incontrato uno e non credevo alle mie orecchie. Era arrabbiatissimo perché, avendo vinto, non li lasciano governare. Ho obbiettato che o non sono bravi oppure non hanno vinto abbastanza. Mi ha replicato passando dalla rabbia all’isteria: se non possono governare è perché i responsabili dello sfascio e di mille altri crimini non lo permettono.

“Quando non hai voti abbastanza – ho replicato -, devi metterti d’accordo”.

E, invece, no: il M5S non è come i vecchi partiti che hanno rovinato l’Italia.

“Ma mica – gli ho chiesto - sarai nato oggi?”

Alla sua risposta mi è venuto un sospetto, eccola: “io spazio, volo come un’ape sui tanti fiori, resto me stesso sempre, ma non mi sono precluso niente, ho votato di tutto in vita mia”.

Come no?, ho pensato. Eccone un altro di quelli sempre rancorosi e insoddisfatti che non hanno mai cercato di costruire qualcosa ma sempre pronti a scagliarsi su qualche colpevole da impiccare o ammanettare: quelli che facevano la ola per mani pulite, per la Lega, per il MSI, per Di Pietro, per Ingroia e per tutti gli altri manettari in servizio permanente effettivo, manipolati senza accorgersene o per livore.

Problema loro, ma anche nostro.

Ci vorrebbero scuole dove si insegna la democrazia. Ma fate presto. Prima che ancora una volta si disperdano per correre dietro ad altri seminatori di odio con tutto il carico violento della loro ignoranza.

*direttore www.pensalibero.it

 

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