Giovedì, 11 Gennaio 2018 21:12

Atp, la conversione di Tomasi su Giuseppe Gherpelli: dagli attacchi feroci alla presidenza del Teatro

di Alessandro Giovannelli

Pistoia - Tomasi passa dalle critiche feroci di due anni fa alla recentissima designazione alla presidenza: miracoli da governo della città?

E' notizia di questi giorni che il sindaco Tomasi ha nominato Giuseppe Gherpelli quale rappresentante, tra gli altri, del Comune di Pistoia nell'assemblea dell'Associazione Teatrale Pistoiese, designandolo come futuro presidente.

Ricordo che Giuseppe Gherpelli, al di là del ricco e prestigioso curriculum professionale, non è stato soltanto project manager di Pistoia Capitale italiana della Cultura 2017, ma ha anche curato uno studio, commissionatogli dal Comune di Pistoia con apposito bando nel 2013, sulla revisione e riprogettazione delle modalità di gestione degli istituti cuturali e museali pistoiesi e delle attività di spettacolo dal vivo. Un profilo di spessore e qualità il suo, con trascorsi da dirigente pubblico e consulente di numerose pubbliche amministrazioni cui si affianca la docenza universitaria.

Tuttavia, prima di procedere alla nomina fiduciaria, Tomasi non aveva mai pubblicamente dimostrato di avere particolare stima per Gherpelli e per il suo lavoro e non aveva mancato di sottolinearlo in sede istituzionale.

Le posizioni dell'attuale sindaco su Giuseppe Gherpelli sono esplicitate, con espressioni anche molto colorite, nel dibattito svoltosi in Consiglio comunale nell'estate del 2015, quando Tomasi era consigliere di opposizione; posizioni che chiunque può facilmente trovare dal sito del Comune di Pistoia, cercando la deliberazione di Consiglio comunale n.62 del 6/7/2015, riguardante l'interpellanza dello stesso Tomasi e del gruppo consiliare Pistoia Domani, del quale egli faceva parte, dal titolo: incarico a Gherpelli per nuova relazione “studio volto alla revisione generale e alla riprogettazione complessiva dei modelli di gestione degli istituti museali, dei beni culturali e delle attività di spettacolo dal vivo, con particolare riferimento al teatro e alla musica”.

Dice Tomasi (cito testualmente, si tratta della sbobinatura di quel dibattito, contenuta nella suddetta delibera) in Consiglio comunale: «il bando pubblico con cui è stato assunto Gherpelli era un bando che noi contestavamo, non per la legittimità, è tutto in regola e va tutto bene, ma si dava tanti punti (60 su 100) a chi aveva partecipato con le amministrazioni pubbliche, aveva già fatto lavori per le amministrazioni pubbliche, infatti ha vinto Gherpelli che non è laureato e ha fatto decine... Bisogna invertire il senso, ci vogliono le idee folli per cambiare questa roba, ci vogliono i giovani, ci vuole gente che ha idee nuove, allora diamo 80 punti magari la prossima volta a chi deve rivoluzionare per mandare avanti il mondo della cultura, che è sempre più in difficoltà, e meno punteggio per i soloni, che vengono qui, si prendono 12 mila euro e se ne vanno via!».

Per Tomasi, dunque, Gherpelli, almeno nel 2015, era un “solone”. Termine la cui accezione dispregiativa è nota a tutti.

Pochi minuti prima, sempre Tomasi affermava: «è interessante capire con l’interpellanza quali sono le proposte che Gherpelli fa - lo dico già: roba da pazzi! Ma dopo poi vediamo -, quali differenze ci sono con i lavori del 2006 (il riferimento è al primo lavoro di Gherpelli sugli istituti culturali pistoiesi, datato 2005-2007), quali sono le soluzioni adottate fino a oggi tra quelle suggerite dal nuovo studio e quali si intendono adottare per il futuro, quali di queste cose che lui indica risultano di fatto, secondo me, già superate dagli eventi, o da scelte dell’Amministrazione che ho in parte condiviso e in parte no, oppure dagli eventi».

E, riferendosi a quanto scritto da Gherpelli nella relazione oggetto dell'interpellanza, continua: «“La Fondazione Jorio Vivarelli va rilanciata con progetti e nuovi finanziamenti da parte dei soci”: bisogna metterlo in galera Gherpelli dopo questa dichiarazione! È sempre stata una rimessa, Villa Stonorov è sempre stata chiusa purtroppo, perché ci mancano i soldi, e forse va inserito tutto quel grande patrimonio nel sistema museale, forse va inserito a Palazzo Fabroni».

Ancor più interessante è la parte nella quale si fa riferimento alle “ricette” suggerite da Gherpelli per l'ATP. Evidentemente saranno oggetto di profonde divergenze tra la linea dell'Amministrazione comunale e quella del futuro presidente, che pure è nominato – e la nomina, si sa, e lo dicevo poc'anzi, ha carattere fiduciario – dal sindaco stesso.

Ma vediamole queste prese di distanza, che mi paiono esplicite ed inequivocabili: «però ci dice anche una cosa del Teatro Manzoni, anche qui una cosa di cui noi abbiamo discusso ampiamente. Siccome il Presidente prende sostanzialmente zero, “prevedete di assumere uno che fa il direttore generale”, ora qui veramente sono esploso! Ha 24 dipendenti, forniamolo all’interno del personale un direttore generale, com’è andato avanti finora? Un altro dipendente bisogna prendere, perché il Presidente non percepisce nulla e non è in grado di fare, di coordinare quel lavoro?».

A giudicare da queste parole, ci sarebbe da attendersi scintille. In particolare sulla possibilità di future revisioni statutarie. Eppure il sindaco ha effettuato la nomina in libertà e nel pieno delle proprie prerogative.

Sono numerosi i passaggi nei quali Tomasi non risparmia critiche al lavoro di Gherpelli. Consiglio a tutti di leggere integralmente le nove pagine di trascrizione della discussione. Sono esilaranti.

Dunque, cosa si deve concludere? Tomasi è stato folgorato sulla via di Damasco? Oppure sono “miracoli” da governo della città? Esattamente, quando e come Gherpelli si è trasformato da “solone” nell'uomo che fa al caso di Tomasi? E in quale misura c'è coincidenza di vedute tra il sindaco ed il neo-presidente sulle prospettive dell'Associazione, tema che credo stia a cuore a molti concittadini?

Coerenza cercasi.

 

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