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Partito Democratico di Pistoia: un'illusoria unità di facciata

di Francesco Lauria

Pistoia - Il Partito Democratico pistoiese si avvicina alla tornata congressuale.

Congressi e passaggi decisionali assolutamente non partecipati hanno contraddistinto questo partito negli ultimi anni, ma la batosta elettorale di giugno (non una sconfitta, una disfatta), cui si sono affiancate moltissime altre vicende simili in altri comuni, avrebbe dovuto smuovere qualche coscienza.

Purtroppo non è avvenuto nulla di tutto ciò. Coloro che "decidono" hanno deciso un'altra volta. Tutti insieme a tagliare nastri, in ogni situazione, tra un'inaugurazione e l'altra, hanno spartito ogni singolo posto, fin nel più piccolo e sconosciuto dei circoli, compresi quelli che non si riuniscono da anni.

Avendo partecipato, pur con alcune varianti, a spettacoli simili in questi anni, ho provato un grande moto di affetto e comprensione per coloro che, pur con ritardo, a questa tornata si sono sottratti al gioco: Marco Frediani, Andrea Massai, Matteo Venturini, solo per fare qualche nome di peso.

La novità relativa di questo autunno 2017 è un'illusoria unità di facciata, simile a quella che ha portato al finto sostegno unitario al sindaco uscente Samuele Bertinelli, senza verità, senza discussione, senza partecipazione, al di là di quello che viene "venduto" nei media.

Una bella fetta di prosciutto sugli occhi di tutti: meglio fischiettare e far finta di niente: "non è colpa nostra, sono i cittadini che non hanno capito".

Il tema di fondo, al di là delle persone, (nuove o riciclate) è da un lato, la fortissima debolezza amministrativa, incapace di una visione alternativa a quella di un centrodestra pistoiese in apparente grande spolvero e in perdurante luna di miele con la città, (vedi le mozioni "etniche" contro i negozi cinesi presentate all'ultimo consiglio comunale da uno sprovveduto consigliere comunale del Pd), dall'altro la cappa opaca attraverso la quale si prendono (e si disfano) le decisioni vere nella città e nel territorio.

La cosa è ancor più grave, di fronte allo sbando del mondo civico e di sinistra dei comitati cittadini, uscito con le ossa rotte e afono dalla contraddizioni emerse nell'ultima tornata amministrativa e, dopo tante aspettative, fuori dal consiglio comunale. Tutto questo proprio quando si assiste all'opportunistico voltafaccia delle maggioranza al potere sulla speculazione edilizia nell'area ex Pallavicini, peraltro avvallata da tutto il Pd e dagli alleati nella passata consiliatura (ha ragione, su questo, Roberto Bartoli, a proposito lui che fa, torna come figlio prodigo per la seconda volta?).

Insomma il centrodestra pistoiese ha di fronte un'autostrada in città, ma "coloro che decidono" nel Pd sono ora ben più concentrati a non toccare equilibri interni, a reinserirsi nelle liste bloccate dell'approvando "Rosatellum" e a non perdere posti guadagnati miracolosamente in un governo regionale prossimo ad un significativo, anche se dall'eairo non scontato, cambio di equilibrio.

Chi ci perde comunque, sono, alla fin fine, Pistoia e la buona Politica: chi si perde sono quei militanti, sempre meno perchè stanchi di essere "scrutatori non votanti", che mettono al servizio di un'idea e delle persone competenze, tempo e passione.

E che, a giugno, hanno urlato forte, "il re, pardon, il Pd è nudo!"

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