Giovedì, 14 Settembre 2017 11:14

I numeri ci dicono che siamo di fronte a qualche segnale di ripresa economica

di Alessandro Pellegrini*

Pistoia - Gli anni che abbiamo alle spalle – dal 2008 ad oggi – sono stati molto duri per imprenditori, i lavoratori ed anche per le Associazioni come Confartigianato, che operano per tutelare le imprese artigiane che rappresentano – nella nostra Provincia ma anche in tutto il territorio nazionale – una fetta importante del prodotto interno lordo e della occupazione.

Uno dei fattori determinanti per accompagnare le imprese in questa fase di ripresa è rappresentato sicuramente dal credito bancario.

Esso rappresenta il sangue ed il tessuto connettivo di ogni impresa, fondamentale materia prima.

Ovviamente anche le banche – in quanto imprese – si trovano a fare i conti con i postumi della crisi economica che non ha risparmiato nessuno.

I crediti morosi sono molti e pesano come macigni nei loro bilanci; c’è da dire però che la stragrande maggioranza di questi crediti in sofferenza provengono da imprese di dimensioni diverse da quelle degli artigiani.

Senza credito non si può sostenere in nessun modo la ripresa, ed oggi, dai segnali che si raccolgono, sembra che ottenere fiducia dalle banche stia diventando sempre più una impresa titanica.

Vero è che le istituzioni creditizie – siano esse di respiro locale o nazionale – debbono agire con prudenza e valutare attentamente il merito di credito dei richiedenti.

Alcune osservazioni.

La crisi economica ha costretto molte aziende artigiane a chiudere i battenti. Il solo fatto di essere - oggi – ancora sul mercato e domandare finanza per sostenere la produzione ed anche qualche piccolo investimento è di per se già un fattore estremamente positivo.

I nostri interlocutori bancari manifestano interesse ad incrementare i loro impieghi all’economia; In numerosi casi tuttavia ci pare di intravedere un atteggiamento rispetto al quale – in presenza della documentazione necessaria – se emerge con chiarezza il fatto che il richiedente alla fine potrebbe anche fare a meno del credito domandato, allora si può procedere alla concessione di un affidamento. E’ il vecchio adagio che sosteneva che le banche ti forniscono l’ombrello quando non piove. Non è stato sempre così poiché il credito bancario ha permesso a tanti imprenditori piccoli e grandi di avviare o sviluppare il proprio business. Ma le cose stanno cambiando e questo ci preoccupa.

Purtroppo la funzione che una volta era appannaggio del direttore di banca, che conosceva i propri clienti, visitava le aziende, cercava di comprendere i punti forti e le debolezze dei programmi è andata via via scomparendo. I rating assegnati da processi assolutamente impersonali e asettici forniscono risposte sulla base di una visione da ‘’specchietto retrovisore’ ed alla teoria del “bianco o nero”.

In questo contesto anche ogni singolo imprenditore deve fare compiutamente la propria parte valutando il proprio lavoro con occhi diversi dal passato , riorganizzando l’impresa e impegnandosi a “raccontare” i programmi in maniera compiuta.

Allorquando si tratta di ottenere appoggio per investimenti si deve impegnare a sostenerli in parte anche con mezzi propri poiché la leva bancaria non può e non deve rappresentare il 100% dei costi da sostenere.

Da parte nostra auspichiamo che il sistema bancario possa e voglia riconsiderare il proprio atteggiamento di approccio nei confronti delle aziende da noi rappresentate in modo tale da essere un fattore trainante della ripresa economica.

*Segretario generale Confartigianato Imprese Pistoia

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