Venerdì, 08 Settembre 2017 16:44

8 settembre, le omissioni del sindaco Tomasi

di Alberto Vivarelli

Pistoia – Il giorno della liberazione della città ricordato in una decina di minuti, senza mai pronunciare la parola Resistenza, senza mai pronunciare le parole fascismo e nazismo.

Il debutto del sindaco Alessandro Tomasi con gli eventi della storia locale, è stato un vero capolavoro di omissioni, anche storiche. Ha concluso citando il partigiano Cesare, che lui incontrò all'inizio della sua attività politica pubblica, per dire che nella vita basta essere persone perbene. Una citazione strumentale.

La sensazione è che della cerimonia di stamani, Tomasi ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma è solo una sensazione nata dall'ascolto di un discorso senz'anima.

Il Sindaco ha 38 anni, non ha un passato “storico” da farsi perdonare, semmai un passato da condannare e da onorare, come tutti noi. Proviene da un partito a cui le parole Resistenza, Liberazione e antifascismo fanno venire l'orticaria; finché si rimane nell'ambito privato di un partito, ognuno è libero di pensarla come crede, quando, invece, si sceglie l'ambito pubblico, si deve tener conto delle sensibilità dell'intera comunità.

Signor Sindaco, nella storia italiana c'è stato un regime chiamato fascista, un regime amico di un altro regime, quello nazista, e con quello colluso; entrambi sono stati terribili protagonisti di una vicende che hanno lasciato per strada milioni di morti, che hanno consegnato storie di atrocità, di sopraffazione, di diritti elementari calpestati. Ma che la storia ha già condannato. Terribili protagonisti come in altre parti del mondo è stato – non in misura minore - il comunismo.

Signor Sindaco nella storia italiana c'è stata un'epopea conosciuta come Resistenza, donne e uomini che imbracciarono il fucile non per odio, ma per riscattare la dignità di un popolo, come sta scritto sulla lapide in memoria della strage di Stazzema. Donne e uomini che morirono per restituire la libertà. E nella storia di Pistoia non ci furono solo i bombardamenti e la miseria, ma anche le brigate partigiane che l'8 settembre liberarono la città, sì perché nella nostra città le jeep entrarono senza incontrare né fascisti né esercito tedesco, a quelli ci avevano pensato i partigiani, quelli come il suo amico Cesare. 

Lei ha scelto di continuare a stare da una parte sola, quella di una maggioranza che ha praticamente disertato la cerimonia, poteva essere l'occasione di un primo passo verso coloro che hanno valori diversi dai suoi. Non lo ha fatto.

Ma la storia, fortunatamente, ha già emesso la propria sentenza: coloro che combatterono il fascismo e il nazismo erano dalla parte giusta, gli altri no. E la storia non la scrivono i vincitori, ma gli storici, documenti alla mano.

No, signor Sindaco, nella vita è essenziale essere persone perbene – e lei lo è -, ma occorre qualcosa di più, a maggior ragione quando si ha l'ambizione di rappresentare un'intera comunità di donne e di uomini.

questo articolo è stato offerto da:


Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.