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Gli auguri del Vescovo ai pistoiesi

di Mons. Fausto Tardelli*

PISTOIA – Non posso non fare gli auguri di Pasqua alla città e a tutti i suoi abitanti. Ho bisogno di farli. Ho necessità di farli; i più sinceri e i più sentiti. Io credo nella risurrezione di Cristo da morte.

Credo nella vittoria della vita, dell’amore su ogni ingiustizia e cattiveria. Credo che l’uomo, ogni uomo, l’umanità intera,con la risurrezione di Gesù Figlio di Dio, può nutrire la concreta speranza di un mondo nuovo, dove la gioia trionfi su ogni amarezza. Come faccio allora a tenere per me questa convinzione che ha conquistato la mia vita? Che non è poi soltanto una convinzione ma una esperienza vera, pur sofferta e ancora parziale, per limitata e temporanea che sia? Come non farne partecipi più persone possibile? La Pasqua racconta il dramma dell’esistenza umana, le sue bassezze e miserie, la sporcizia che ci portiamo dentro; la lotta continua tra il bene e il male; narra di ingiustizia, di invidie e di odio, di politica e guerre, di amore e tradimento, di sangue. Di tutto ciò che è umano e anche disumano. Ne parla però da una prospettiva che è quella del riscatto, della rinascita, del rialzarsi in piedi sentendo la forza della giustizia e dell’amore, “In the name of Love”, come cantava una vecchia, indimenticabile canzone degli U2 scritta per ricordare Martin Luther King. La Pasqua vede le cose dalla prospettiva unica del crocifisso – risorto.

Dunque auguri. Auguri vivissimi all’amata città di Pistoia perché senta la forza che viene dal suo passato, afferri le occasioni dell’oggi e sappia guardare al futuro con fiducia, coltivando la sua anima interiore e spirituale di cui la bellezza dei monumenti e delle opere d’arte è solo un pallido riflesso. Auguri ai pistoiesi, che sento ormai carissimi amici. Il mio augurio è che ognuno frugando dentro il suo cuore trovi la speranza, pur se seppellita sotto spessi strati di polvere. A tutti quelli che sono a Pistoia ma vengono da altre parti del mondo voglio augurare che si trovino ben tra noi e nell’incontro con noi possano esperimentare una concreta solidarietà che permetta loro di avere un futuro. Anche a chi non crede o professa altre religioni, mi sento debitore di auguri sinceri, perché la risurrezione di Cristo è un bene comune, è un bene per tutti e di tutti, senza distinzioni. A tutti coloro che soffrono nel corpo o nello spirito auguro la salute e di avere accanto un amico sincero. A tutti i miei cari diocesani che abitano in Pistoia o in altre province, auguro di avere nel cuore e stampato sul volto il sole luminoso della Pasqua, così da dare buona testimonianza a Colui che continua a fidarsi di noi.

* Vescovo di Pistoia

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