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Nessun accordo a livello locale con il Pd

Pistoia - La presenza di Sinistra Italiana nelle elezioni amministrative di questa tornata e nella politica degli enti locali della Toscana è segnata da un radicale cambiamento di quadro politico e sociale.

Innanzitutto è in atto da parte del governo centrale un taglio senza precedenti delle finanze locali. Questo limita la funzionalità degli enti, i quali sono comunque gravati di compiti nel campo delle politiche sociali, e ne restringe enormemente l'ambito di intervento in altri settore chiave, a cominciare dall'urbanistica. Il mantenimento anche solo delle funzioni ordinarie ha comportato in molti casi da parte dei comuni un inasprimento della imposizione fiscale e l'impossibilità di farsi promotore di criteri di progressività, se non con il reperimento selvaggio di risorse con mezzi di parafiscalità e/o gravanti sulle tariffe dei servizi. Ma sta soprattutto conducendosi a termine il processo di mutamento del Partito Democratico, che era stato nel recente passato un alleato all'interno di alleanze di centrosinistra nelle amministrazioni locali. Mutano i termini politici e quindi anche la praticabilità di queste alleanze.

E' del resto diventata di consapevolezza diffusa ed ampiamente condivisa l'idea che si sia ormai esaurita la forza propulsiva del buon governo ad opera delle forze di centrosinistra, e si sta chiudendo definitivamente il ciclo iniziato negli anni Settanta, con la involuzione delle politiche di gran parte di queste forze, identificate sempre più spesso con un consolidato sistema di potere. La fine delle alleanze strutturali di centrosinistra nelle amministrazioni locali è gravata anche dalla assoluta impraticabilità di quella formula a livello del governo nazionale, e dalla impossibilità di condizionare le politiche del governo nazionale. Infatti, mentre i sindaci, prevalentemente del Partito democratico, alzano la rituale quanto inefficace protesta contro i tagli e i vincoli alle amministrazioni locali, è il governo nazionale, sempre a guida Partito democratico, che quelle politiche decide ed implementa. Non siamo ormai più solo in presenza di una politica troppo debole e inefficace, ma siamo piuttosto di fronte ad un radicale mutamento di contenuto di queste politiche, che sempre più sposano i valori della destra, come testimonia il decreto Minniti-Orlando, che lancia una inedita "guerra" (di mera immagine, peraltro) ai poveri e non alla povertà.

Lo stesso referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, che ha visto 183 sindaci toscani del Partito democratico sottoscrivere e promuovere il manifesto per il SI, ha rappresentato un vero e proprio spartiacque politico. Sarebbe di grave danno per Sinistra Italiana essere percepita come una forza che predica bene a livello nazionale e razzola male nel cortile delle amministrazioni locali. Si richiama a questo proposito la lettera del costituendo Dipartimento Enti Locali a firma Paolo Cento che fornisce direttive chiare e univoche a tutti i nostri circoli locali, che non sono titolari di un mandato svincolato dalla linea politica nazionale. Occorre liberarsi dall'idea della ineluttabilità delle alleanze con il Partito democratico, come anche dalla diatriba Pd-si, Pd-no, e iniziare a costruire, nel solco della cultura democratica italiana, che è stata ricca e fertile sul tema dell'autogoverno e delle autonomie locali, nuove esperienze che incrocino presenze importanti nella società civile, nei posti di lavoro, nei conflitti sociali e per l'ambiente. Occorre, come scrive Paolo Cento, "attivare forme di aggregazione sociale e politiche capaci di rompere lo schema tradizionale di alleanza del vecchio centrosinistra e, sopratutto, in grado di proporsi come alternativa credibile ed efficace". La interlocuzione con le liste di cittadinanza, che promuovono la democrazia, la cittadinanza attiva, la difesa dei territori non è un optional, ma un passaggio obbligato.

La nostra proposizione sul terreno elettorale deve avvenire solo dopo la costruzione di un programma raccolto attraverso una interlocuzione non rituale con le realtà presenti nei territori, con i cittadini comuni, le associazioni, il mondo difficile e variegato delle periferie, sempre più luogo di esclusione e di marginalizzazione, ma che noi vogliamo rimettere al centro della buona politica. Sinistra Italiana non fa testimonianza, non fa, in un'ottica ormai minoritaria, la politica dell'accordo a prescindere con spezzoni di ceto politico. Sinistra Italiana è una forza che serve al popolo della sinistra e del lavoro, anche e sopratutto nei territori e nelle questioni del governo delle città e dei territori. Dobbiamo essere audaci, e nello stesso tempo fiduciosi della capacità di comprensione e di reazione della cittadinanza, e proporre noi stessi e le forze che riusciremo a riunire intorno a noi, come strumento di governo locale e di resistenza ed opposizione al governo nazionale. Quando il governo nazionale si fa passacarte delle politiche di austerità decise dall'attuale governance non democratica dell'Unione Europea, le città e i territori, dell'Italia come dell'Europa, diventano un luogo primario di resistenza e di ribellione a queste politiche. Anche in questa ottica, è presente in queste dinamiche e con convinzione Sinistra Italiana, insieme a tutte le altre forze che praticano questo terreno. Sinistra Italiana si oppone alla sgangherata controriforma delle Province, che è stata nei fatti rigettata dal referendum del 4 dicembre, ma che si continua a implementare con il grave deficit di democrazia indotto dalla non elettività popolare degli Enti, ma sopratutto con la chiusura drammatica di servizi ed attività che avevano costituito un raccordo essenziale tra gli enti locali, che finiranno per penalizzare tanto le città quanto e forse più i territori periferici, inducendo ulteriori diseguaglianze e diversità di sviluppo. Sinistra Italiana afferma la necessità di rielaborare e costruire un nuovo modello di sviluppo e governo toscano in opposizione netta alle politiche neoliberiste che hanno smantellato rapidamente e messo in forse i risultati e le eccellenze raggiunte. Noi crediamo in una sanità pubblica, efficiente, finanziata e di livello. Noi ci opponiamo alla devastazione ambientale, allo stravolgimento dei piani strutturali e dei regolamenti urbanistici, all'ampliamento dell'aereoporto di Peretola a danno della piana e delle altre strutture già presenti e attive da decenni a livello internazionale. Anche in questo caso, e diciamo proprio in questo caso, alla politica dello schieramento - che il Presidente della Regione ha cambiato recentemente - noi contrapponiamo la priorità della politica del contenuto, cioè delle politiche concrete che vanno nella direzione dei cittadini, della salute, dell'ambiente, del lavoro. Orgogliosamente rivendichiamo la specificità della nostra Regione, culla di politiche di autogoverno, autonomia, opposizione al governo centrale, che sono stati un contributo essenziale al movimento democratico di Italia e di Europa.

Mozione approvata a maggioranza dal congresso di Sinistra italiana

 

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