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Le ombre della vicenda della discarica del Cassero

Federico Gorbi Federico Gorbi

di Federico Gorbi*

Serravalle - Nella vicenda del sequestro della discarica del Cassero c'è un elemento che ritengo sia stato troppo poco messo in luce.

Sappiamo infatti che la magistratura ha emanato il provvedimento di sequestro poiché è convinta del fatto che l'incendio del 4 luglio scorso sia stato originato dallo stoccaggio di rifiuti che, secondo l'autorizzazione ambientale, non avrebbero dovuto essere in discarica.

Precedentemente però l'Arpat aveva sempre rassicurato il comune di Serravalle e i cittadini che l'incendio non aveva assolutamente potuto provocare alcun danno alla salute delle persone e che, in fondo, il fumo respirato un po' da tutti era stato poca roba se paragonato all'inquinamento cui siamo sottoposti ogni giorno.

Da cittadino, prima ancora che da consigliere, mi domando dove stia la verità.

Gli abitanti delle zone vicine alla discarica non hanno subito alcun danno, né a seguito dell'incendio né precedentemente, oppure c'è da temere qualcosa se ci venisse confermato che la gestione della discarcia non è stata cosi in regola, come è sempre stato sostenuto dalla proprietà e dall'amministrazione comunale?

Dopo l'incendio proponemmo in consiglio comunale che le analisi ambientali venissero svolte da Arpat ma anche da un laboratorio di analisi scelto dal comune e pagato dalla proprietà ma la maggioranza, purtroppo, respinse questa ipotesi, rinnovando piena fiducia in Arpat.

Non vogliamo essere noi a negare la fiducia nelle capacità professionali e nell'onestà di Arpat ma certo non possiamo nemmeno non rinnovare la stessa fiducia nella magistratura.

Però le affermazioni che ci provengono da questi due soggetti istituzionali contrastano tra di loro.

Per questo, troverei opportuno, se non addirittura doveroso, che il comune avviasse, in collaborazione con Asl e medici di famiglia, uno screening medico sulla popolazione di Casalguidi, Cantagrillo e Ponte Stella, per capire, in modo chiaro e definitivo, se l'insorgenza di alcune malattie si è modificata da quando è stata aperta la discarica del Cassero ormai 20 anni fa.

Sarebbe utile  una presa di coscienza, sia da parte delle istituzioni che da parte di ogni singolo cittadino, per capire se la presenza della discarica abbia avuto o meno conseguenze sullo stato di salute di chi è stato toccato da vicino dalla presenza di questo impianto di smaltimento di rifiuti, indipendentemente dal fatto che sia stato gestito secondo le regole o violando le leggi ed i regolamenti.

*Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti

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