Lunedì, 08 Agosto 2016 16:28

Rai, Raggi e il tramonto degli innovatori senza idee

di Nicola Cariglia*

Alla Rai le forze governative hanno occupato in massa i posti chiave e controllano il territorio fino ai più reposti anfratti.

A Roma, la neo sindaca Virginia Raggi e la sua giunta comunale annaspano tra cumuli di rifiuti sotto i quali rischiano di restare sepolti.

E’ cronaca, non altro. E veniamo alle obiezioni prevedibilissime dei tanti che proprio in Renzi o nel movimento di Grillo hanno riposto le speranze di salvezza del Paese o che, per comodità loro, fingono di farlo. Dicono costoro per quanto riguarda la Rai: “Non fate troppo gli esigenti, è successo quello che è sempre successo. Sono stati nominati professionisti seri e preparati”. E dicono per quanto riguarda Roma e l’immondizia: “Ma cosa pretendete dalla Raggi, è appena arrivata e già la mettete sotto accusa?”.

Ecco, le obbiezioni non c’entrano niente con il problema. Che è, una volta tanto si può dire appropriatamente, un altro. Perché è vero: Renzi, direttamente, con le nomine Rai non c’entra. E non si può affermare che i cumuli di immondizia e le opache pratiche della designazione della giunta capitolina e della scelta degli assessori siano una novità. Ma il problema è proprio questo. Sia Renzi, sia i Cinque Stelle avevano promesso di portarci in paradiso, mica di farci vedere le stesse cose. La gente li aveva seguiti in uno slancio di entusiastica fiducia. “Si volta pagina” avevano pensato i seguaci dell’uno e degli altri e tanto era bastato. Pensavano di metterli alla prova, dando loro fiducia come a chi firma una cambiale. Da onorare dimostrando di saper governare.

Ecco, si può ora dire che la cambiale è giunta all’incasso e difficilmente sarà onorata. La “rete” di Renzi, non lui personalmente, credo, si è buttata a capofitto su tutti i posti di sottogoverno. Occupa anche quelli delicati dell’informazione e punta al pensiero unico. Ma stenta assai sull’economia, la scuola, la pubblica amministrazione nemica dei cittadini e delle imprese, lo smisurato peso fiscale, talvolta anche la politica estera; mentre pasticcia sulle riforme costituzionali ed elettorali. I Cinque Stelle, a Roma, in poche settimane hanno già dimostrato di non avere grandi idee e nemmeno grandi personalità. Hanno dimenticato i riti della trasparenza in streaming, e nominato in giunta, nel posto più emblematico ed esplosivo, una persona già compromessa con le giunte di centrosinistra e di centrodestra. Per non farsi mancare niente.

In conclusione: impariamo tutti a non farci sempre fregare da chi si presenta come protagonista di un confuso “nuovo che avanza”. Quando dovremo fare firmare nuove cambiali elettorali, stiamo bene attenti agli impegni della controparte, cioè di quelli cui dare il voto.

E poiché tutti i partiti sono in crisi (e, dunque, il sistema è in crisi), chi ha da dire qualcosa si faccia avanti. Basta con gli opportunismi e le viltà, perché il tempo stringe. Chi sosteneva questo nuovo assai vecchio perché era necessario quanto meno “metterli alla prova”, prenda atto che molti alla prova hanno fallito. E che la prima cosa da esigere sono chiare proposte, non le facili e generiche critiche a chi c’era prima.

* direttore www.pensalibero.it

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