di Alessandro Giovannelli*

“Ciascuno degli Stati facenti parte del presente Patto si impegna a rispettare ed a garantire a tutti gli individui che si trovino sul suo territorio e siano sottoposti alla sua giurisdizione i diritti riconosciuti nel presente Patto, senza distinzione alcuna, sia essa fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione, l’opinione politica o qualsiasi altra opinione, l’origine nazionale o sociale, la condizione economica, la nascita o qualsiasi altra condizione.”

di Francesco Lauria

Quando, nel 1844 J.M.W. Turner, pittore inglese, dipinse una delle sue opere più famose e malinconiche, intitolata: “Pioggia, vapore e velocità”, forse non avrebbe immaginato che molti anni più tardi sarebbe stato anche considerato un grande anticipatore. In quegli anni gli uomini, erano infatti in preda agli entusiasmi della sempre più invasiva era industriale, in cui velocità e modernità erano sinonimi. Turner dipinse un treno a vapore in corsa, su un ponte da poco costruito. Davanti al treno, in primo piano, una piccola lepre che fugge sulle rotaie. Il treno emerge dalla nebbia e dalla pioggia, ma, sembra di capire dall’opera, non riesce a raggiungere la lepre.

Troppo lento.

Chissà come avrebbe ritratto Turner le migliaia e migliaia di pendolari che, in un’epoca molto diversa, dove la velocità è sempre di più legata ad internet e alle infrastrutture immateriali, percorrono, ogni giorno, di ogni settimana, di ogni mese, di ogni anno la linea ferroviaria Firenze Viareggio.

Probabilmente, rispetto a quel paesaggio inglese del 1844, tutto è diverso, tutto è cambiato, tranne un elemento.

Anche in questo caso, centosettanta anni dopo, il treno sarebbe più lento dalla lepre.

I pendolari ferroviari del ventunesimo secolo hanno bisogno di qualcuno che abbia l’intuizione e la capacità di narrarne la vita quotidiana, le continue inefficienze, le tante ore strappate alla famiglia, al lavoro, alla vita.

In un mondo in cui i treni a vapore non ci sono più, ma è fortissimo il tasso di smog dovuto all’inquinamento, in particolare da combustibili fossili, in Italia si smantellano linee ferroviarie, si riducono i servizi, si chiudono le stazioni.

Laddove, come in Toscana, si riescono a sventare i disastri più eclatanti (si veda il piano di tagli alle corse e alle stazioni del precedente assessore regionale ai trasporti, fortunatamente silurato) il servizio quotidiano peggiora sempre di più. Le soluzioni prospettate di fronte a ritardi, disagi e cancellazioni sono sempre: “ridurre i treni, le corse e le fermate”.

Tutt’al più, frase provocatoria, ma non casuale dell’amministratore delegato di Trenitalia Moretti, si possono far pagare molto di più i treni regionali nelle ore di punta perché: sarebbe finita “l’epoca del treno per tutti”.

E’ sotto gli occhi di tutti lo stato della linea Porrettana, resa quasi inservibile, nel tratto toscano, dalla totale mancanza di connessione oraria con le altre linee ferroviarie e dalla quasi totalmente assente programmazione nel raccordo tra trasporto pubblico su gomma e su rotaia.

Così come è sotto gli occhi di tutti l’indecoroso raffronto tra l’orario ferroviario del 1974 e quello del 2014, laddove è evidente che numerose linee ferroviarie regionali ed intercity in tutta Italia hanno visto, a quarant’anni di distanza, il prolungamento dei tempi di percorrenza. Altro che lepre: siamo alla tartaruga e alla lumaca!

Per quel che riguarda la Firenze Viareggio non può che saltare agli occhi un altro elemento peculiare.

Uno degli snodi fondamentali di questa linea è proprio Pistoia.

Luogo in cui (ancora – per ora ) si progettano e si costruiscono i treni, non solo per l’alta velocità.

Saldare le narrazioni e le rivendicazioni dei pendolari, come dei lavoratori dell’industria ferroviaria così come dei cittadini che si battono contro l’inquinamento ed il traffico è la narrazione collettiva di cui, alle soglie del 2014, abbiamo bisogno.

Non so quale artista potrebbe rappresentare al meglio questi diversi, ma convergenti e intrecciati frammenti di umanità.

Ma esattamente 25 anni dopo il suo assassinio, voglio concludere questo sfogo con una frase di Chico Mendes, sindacalista ed ecologista brasiliano, assassinato dai latifondisti senza scrupoli pochi giorni prima di Natale, nel 1988: "All'inizio ero convinto di lottare per salvare gli alberi della gomma, poi sapevo di cercare di salvare la foresta amazzonica. Ora ho capito che con le mie azioni sto cercando di salvare l'umanità”.

E’ di questa visione e di questo coraggio che abbiamo bisogno.

Ciò che manca, infatti, oltre ad un vero e proprio movimento dal basso, non ostaggio dei propri particolarismi, è la politica.

Una politica che sappia farsi carico dell’interesse generale: un interesse che non può che mettere insieme mobilità sostenibile, politiche industriali, benessere ed equità sociale.

 

di Massimo Morgia*

L'estate è sicuramente la stagione che preferisco: amo il sole e il mare è un richiamo a cui mai saprei rinunciare. Del mare apprezzo tutto, mi piace quando è azzurro come il cielo e mi emoziona vederlo anche quando è in tempesta.

di Aldo Milone*

Sottolineare l'ovvio a volte può sembrare inutile ma in questo caso non lo è affatto.

Apprendiamo con stupore come il Parlamento Europeo abbia respinto il “Rapporto su salute e diritti sessuali e riproduttivi”, che mirava a riconoscere, tra le altre cose, il diritto all’aborto sicuro.

Un flop da 80mila euro, comprese la figuraccia dello spegnimento per i controlli dell'Asl e la sorpresona del 13 dicembre.

Lunedì, 16 Dicembre 2013 09:19

L'area Pallavicini e tutti gli errori del Pd

di Fabrizio Geri*

In merito all’area Pallavicini, in particolare sul centro di conferimento rifiuti e palazzina direzionale di Publiambiente, condivido quanto è stato già detto e scritto.

di Marco Niccolai*

Rispetto alla situazione finanziaria del Comune di Pescia, continuo a leggere appelli alla responsabilità, che coinciderebbero nel supportare azioni dell’attuale Amministrazione. Un concetto assai strano di responsabilità.

di Emiliano Nesti

PISTOIA -I commercianti, gli albergatori, gli imprenditori sono alle prese con innumerevoli imposte e tasse (IMU, Tares, acconti vari); tutte insieme significano una “sassata” sui magrissimi bilanci delle aziende.

E’ fuori da ogni buon senso sparare sulla Croce Rossa. Cosa si deve fare per resistere, non chiudere, non far perdere altri posti di lavoro? Sappiamo che può venire la voglia di ribellarsi. Ma sappiamo anche che la protesta fine a se stessa non ci porta salvezza e non possiamo certo chiudere le attività nel periodo delle festività natalizie.

Anzi chiediamo che se anche nella nostra realtà ci fosse, da parte di movimenti, l’intenzione di danneggiare il commercio natalizio, si fermi o sia fermato affinché non leda la libertà altrui.

Siamo ormai a Natale. Sappiamo le difficoltà economiche di tante famiglie, i cui componenti hanno perduto il posto di lavoro. Vorremmo però che i consumatori, per quanto loro possibile, considerino l’offerta dei negozi, dei mercati, delle attività nei centri storici, affinché questi ricevano una iniezione di fiducia per poter sopravvivere e superare questa terribile crisi di consumi.

Ovviamente ogni consumatore è libero di fare le scelte che vuole, ma non sarà certamente un bene per nessuno vedere domani le città ed i centri storici senza o con poche attività commerciali e di ristorazione. Chiediamo ai Sindaci della nostra provincia la massima disponibilità a venire incontro alle imprese per ridurre al massimo l’impossibile peso fiscale che esse devono sopportare.

Dobbiamo prendere atto positivamente della scelta del Sindaco di Montecatini Terme di riaprire la piazza. Riconosciamo le giuste scelte del Sindaco di Pistoia di non aumentare, per quanto di sua competenza, la Tares. Chiediamo al Sindaco Bertinelli di fare tutto quanto può al fine di facilitare l’accessibilità al Centro Storico, ad iniziare a pubblicizzare e rendere più funzionale possibile l’uso del parcheggio del vecchio ospedale “Il Ceppo” e qualsiasi altra misura tale da facilitare ed incentivare la presenza di consumatori.

Nessuno più di Confesercenti si è impegnato per la progettualità allo scopo di rilanciare il centro storico di Pistoia e, in verità, anche la città di Montecatini Terme. Si tratta di temi che vanno portati avanti con decisioni coraggiose e urgenti. Oggi, però, siamo all’emergenza e come tale è indispensabile considerare il tempo che viviamo.

 

Maurizio innocenti, Presidente di Confesercenti  -   Riccardo Bruzzani, Direttore di Confesercenti